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Uomini nuovi secondo il Vangelo

Abbiamo bisogno di Vangelo in questo tempo di relativismo, di populismo, di impero della politica che porta a cambi non solo di Costituzione ma anche di stile di vita. I più esposti alle conseguenze di questi modelli culturali sono i giovani...


Uomini nuovi secondo il Vangelo

da Quaderni Cannibali

del 17 febbraio 2007

C’è una sorta di “Bibbia laica” che ai giorni nostri scandisce i ritmi del vivere quotidiano, creando stili di vita ingannevoli. Si sostituisce, ad esempio, il prete che confessa, con lo psicoterapeuta; la carità verso tutti, con la solidarietà solo per chi merita di essere aiutato; la fedeltà nell’amore con la libertà di cambiare perché la fedeltà sa di noia. I più esposti alle conseguenze di questi modelli culturali sono i giovani. A loro dobbiamo dare la persona del Cristo Risorto, perché abbiano a crescere uomini nuovi secondo il Vangelo delle Beatitudini.

 

Abbiamo bisogno di Vangelo in questo tempo di relativismo, di populismo, di impero della politica che porta a cambi non solo di Costituzione ma anche di stile di vita. La gente semplice è confusa, incerta nel leggere e ascoltare interventi che sembrano annullare il passato, le radici cristiane.

 

Diventa difficile, qualcuno ritiene impossibile, educare quando i ragazzi e i giovani ascoltano più le voci fuori casa che le voci dentro: i genitori sono sempre superati, di altra epoca. E’ sempre stato così, ma oggi preoccupa che a dirlo sono anche i ragazzini appena usciti dalla fanciullezza, i preadolescenti che già si sentono giovani e adulti a 14/15 anni di età.

 

E’ la preoccupazione di Tiziano Terzani, un famoso giornalista da poco scomparso, che riconosce, nella sua “spinta laica e iconoclasta”, di aver «combattuto lunghe tradizioni, ridicolizzato ogni credo, eliminato ogni rituale, togliendo con questo il mistero, cioè la poesia, dalla nostra esistenza». Lo afferma nel suo ultimo libro “Un altro giro di giostra”, edito da Longanesi, dove scrive che oggi «si nasce, si vive e si muore ormai senza che una cerimonia, senza che un rito marchi più le tappe del nostro essere al mondo. L’arrivo di un figlio non comporta alcun atto di riflessione, solo la denuncia all’anagrafe. Le giovani coppie ormai convivono, non si sposano più e il solo rito a cui partecipano è quello del trasloco… La morte stessa è vissuta ormai senza la consapevolezza e le consolazioni del rito».

 

Pesa a Terzani l’avere dato il suo contributo alla perdita dei riti, soprattutto religiosi, che segnavano un passaggio, indicavano una crescita, una maturazione: «Quando ero ragazzo – anche quelli dei comunisti come me – venivano ancora battezzati, ai morti si faceva ancora la veglia e un vero funerale, e i matrimoni erano una festa corale officiata non solo dinanzi al divino, ma anche dinanzi a decine di parenti e amici che diventavano così implicitamente garanti di quell’unione». Si rammarica infine di avere dato una mano «a distruggere qualcosa che non è stato sostituito con nulla, lasciando un miserabile vuoto».

 

Ma nei nostri giorni sono numerose le persone che stanno pensando al “sostituto”, inventando nuovi riti, ingannando ragazzi e giovani, che si ritengono grandi quando fumano la prima canna o entrano in un pub o in una discoteca, quando hanno in regalo l’ultima invenzione tecnologica per divertirsi o per comunicare via e-mail o sms.

 

Si sostituisce anche la famiglia secondo la Bibbia, perché è la “bibbia laica”, la Costituzione, che indica come deve essere nei tempi moderni. Si sostituisce il prete che confessa, con lo psicoterapeuta; la carità verso tutti, con la solidarietà solo per chi merita di essere aiutato; la fedeltà nell’amore con la libertà di cambiare perché la fedeltà sa di noia, di monotonia, di fatica logorante… I più esposti alle conseguenze di questi modelli culturali sono i giovani, che non possiamo abbandonare o lasciare soli! Devono tornare a essere la nostra ragione di esistere, per cui è più che mai urgente educare ed evangelizzare, superando l’eccessiva preoccupazione di rispondere ai loro bisogni materiali. A loro dobbiamo dare la persona del Cristo Risorto, perché abbiano a crescere uomini nuovi secondo il Vangelo delle Beatitudini. Senza questa fiducia nella forza del Vangelo, combineremo poco come non otterremo risultati senza la fiducia nei giovani in grado di accoglierla e di diventare, loro stessi, evangelizzatori dei loro coetanei.

don Vittorio Chiari

http://www.chiesadimilano.it

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