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Una relazione molto speciale

«Mettersi sulle orme di Maria, imparando a essere docili alla voce dello Spirito»: è il segreto del Montfort. Per Maria i luoghi dell'apprendimento della scienza di Dio, sotto la guida dello Spirito, non sono state le aule scolastiche, ma i luoghi della vita quotidiana, consumata nell'amore per Dio e per il prossimo.


Una relazione molto speciale

da Teologo Borèl

del 25 settembre 2012

Per Maria i luoghi dell'apprendimento della scienza di Dio, sotto la guida dello Spirito, non sono state le aule scolastiche, ma i luoghi della vita quotidiana, consumata nell'amore per Dio e per il prossimo: la casa di Nazaret, la casa di Elisabetta, il luogo del parto a Betlemme, la via verso l'Egitto e quella del ritorno a casa, il Tempio di Gerusalemme, la vita nascosta a Nazaret, la festa di nozze a Cana, il Golgota, il Cenacolo. Non sempre la menzione dello Spirito è esplicitamente indicata nelle pagine evangeliche relative alla vita di Maria; tuttavia sappiamo che, dall'Annunciazione alla Pentecoste – secondo la fede della Chiesa, dall'immacolato concepimento all'Assunzione in cielo in anima e corpo – tutta l'esistenza di Maria è posta sotto l'ombra luminosa dello Spirito Santo.

Sono allora gli atteggiamenti interiori di Maria, quali il silenzio, il custodire nel cuore, la risposta della fede senza riserve, l'andare missionario, l'attenzione ai bisogni del prossimo, la fortezza nell'ora della prova..., a rivelare il lavoro dello Spirito nel cammino spirituale della Madre di Cristo e della Chiesa. Il silenzio, qualificante il discepolato di Maria più delle parole, è infatti lo spazio per accogliere nei cuori la piena risonanza della voce dello Spirito Santo: occorre far silenzio dentro di sé, affinché possa esprimersi l'Ospite dolce dell'anima, perché egli porti nei cuori la conoscenza e l'esperienza di Dio, dal quale fiorisce la preghiera.

Il cantico del Magnificat, mentre esprime la comprensione da parte di Maria dei misteri di Dio, visibilizza l'efficacia del magistero dello Spirito nell'animo della discepola della Sapienza.

Mettersi sulle orme di Maria, imparando a essere docili alla voce dello Spirito, è stato anche l'obiettivo di san Luigi Grignion di Montfort; nella sua vita ritroviamo infatti tutti gli elementi costitutivi di quella che potremmo definire la vita nello Spirito. Sono numerosi e significativi i segni rivelatori che manifestano il profondo rapporto esistente tra Montfort e lo Spirito Santo.

Egli parla dello Spirito sottolineandone la natura, il ruolo, i doni nei riguardi dei credenti, dei missionari, di Maria e della Chiesa. Egli appare un conoscitore appassionato dell'opera dello Spirito Santo, un uomo che esprime nella sua dottrina non solo una conoscenza intellettuale, ma manifesta la sua esperienza diretta e l'ideale di una vita da realizzare in pienezza.

Lo Spirito nell'opera della salvezza.

Negli scritti di Luigi Grignion di Montfort lo Spirito non è mai presentato isolato, ma sempre menzionato insieme al Padre e al Figlio, così da esaltarne la caratteristica dinamica protesa alla realizzazione del piano della salvezza.

Lo Spirito Santo è coinvolto come il Padre e il Figlio in tutta l'opera della salvezza: incarnazione, redenzione, santificazione (VD 4-50), in una parola nel mistero di Cristo e della Chiesa: «Il modo di agire adottato dalle tre Persone della Santissima Trinità nell'incarnazione e nella prima venuta di Gesù Cristo è da loro seguito ogni giorno in maniera invisibile nella santa Chiesa, e sarà da loro seguito fino alla consumazione dei secoli nell'ultima venuta di Gesù Cristo» (VD 22).

Tre sono le caratteristiche che manifestano il ruolo dello Spirito: innanzitutto e fondamentalmente è nella formazione di Gesù Cristo nel seno di Maria: «L'opera più meravigliosa e misteriosa di Dio». «In unione con lo Spirito Santo, Maria ha realizzato la più grande opera che mai sia esistita o sarà, cioè un Dio-Uomo» (VD 35).

Di conseguenza è ancora prerogativa dello Spirito Santo attraverso Maria formare Gesù Cristo nei cristiani. Montfort esprime questo ruolo della terza persona della Trinità parlando della nascita e della crescita del Cristo nelle anime dei credenti: «Compirà anche le più grandi cose che avverranno negli ultimi tempi. La formazione e l'educazione dei grandi santi, che vivranno verso la fine del mondo, sono riservate a lei (Maria), perché soltanto questa Vergine singolare e miracolosa può produrre, insieme allo Spirito Santo, le cose singolari e straordinarie » (VD 35).

Infine Montfort attribuisce allo Spirito Santo anche il progresso spirituale dei cristiani «perché crescano di virtù in virtù, di grazia in grazia» (VD 35), ovvero raggiungano la maturità del Cristo «affinché in lei e con lei tu abbia a formare Gesù dentro di me, al naturale, grande e vigoroso, fino al pieno sviluppo della sua età perfetta» (SM 67).

Maria è maestra.

Nella dottrina di Luigi Maria noi troviamo la spiegazione e il segreto della sua vita interiore e apostolica: egli è rimasto lungo tutta la sua vita disponibile allo Spirito Santo, ha capito che il compito primario del credente è quello dell'apertura, della disponibilità, davanti a Dio che si rivela e opera secondo la sapienza che sconvolge la logica dell'uomo.

La povertà, la sua consacrazione a Gesù per Maria, la sua disponibilità apostolica testimoniano la sua fede nel Dio trascendente che esaudisce e sorpassa i desideri e le aspirazioni degli uomini. La santità del Montfort ha origine nell'atto di rimettere tutto sé stesso nella misericordia di Dio che attraverso il suo Spirito e il ministero di Maria ha potenziato e portato a realizzazione tutte le risorse dell'umanità di Luigi Maria a favore della realizzazione del regno di Gesù Cristo.

Maria è maestra di vita spirituale perché ha percorso per prima e fino in fondo l'itinerario della sequela di Cristo, in ascolto perseverante della voce dello Spirito. Per questo ai credenti di tutti i tempi ella non cessa di additare Cristo, sapienza eterna e incarnata, così come un tempo lo presenta a Elisabetta e al Battista, ai pastori e ai Magi, a Simeone e ad Anna, ai convitati di Cana e agli apostoli, tutti aiutando a incontrare vitalmente il mistero del Figlio di Dio fatto uomo nel suo grembo, per opera dello Spirito del Padre.

Tale funzione di Maria l'ha così riassunta Giovanni Paolo II: «Se... in questa difficile e responsabile fase della Chiesa e dell'umanità avvertiamo uno speciale bisogno di rivolgerci a Cristo, che è si - gnore della storia dell'uomo in forza del mistero della redenzione, noi crediamo che nessun altro sappia introdurci, come Maria, nella dimensione divina e umana di questo mistero. Nessuno, come Maria, è stato introdotto in esso da Dio stesso. Questo mistero si è formato, possiamo dire, sotto il cuore della Vergine di Nazaret quando ha pronunciato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale e insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l'opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore» (Redemptor hominis, 22).

Giuseppe Daminelli

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