Donboscoland

Troy

L\'Iliade vista e 'corretta' dagli americani.Filmone con rimandi patriottici (l'uomo d'onore vive secondo un codice che si basa su tre punti: onorare gli dei, amare la moglie e difendere la sua patria), è un grande carrozzone di effetti speciali che deve molto a Il gladiatore di Ridley Scott. Non solo perché il genere Peplum è tornato in voga dopo il successo di questo film, ma anche per musiche, costumi e riprese.


Troy

da Quaderni Cannibali

del 01 giugno 2004

 

 

 

 

Menelao, re di Sparta, chiede l\'appoggio del potente fratello Agamennone perché lo aiuti a vendicarsi: Elena, sua moglie, è fuggita con il principe Paride, figlio di re Priamo di Troia. Agamennone chiama tutti i re alleati, tra cui l\'astuto Ulisse, per create un potente esercito. Non mira, infatti, a vendicare l\'onore del fratello, ma ad impadronirsi della fiorente città. Lo scontro tra i due eserciti è rappresentato da due campioni: il principe Ettore per Troia e il semidio Achille per i greci.

 

Il film è tutto concentrato sui personaggi principali. Achille (Brad Pitt) ed Ettore (Eric Bana) sono quelli che più emergono. Il primo, introverso e violento, combatte solo per la gloria; il secondo, responsabile e coscienzioso, figlio, marito, fratello e cittadino devoto, combatte anche controvoglia per difendere con onore la sua città. E\' Paride (Orlando Bloom) a fare la più magra figura: malgrado l\'attaccamento alla famiglia e il tentativo di migliorarsi, rimane un ragazzino inetto e superficiale cui toccano le battute più assurde e lo scontro più penoso. I personaggi sono presentati in modo che lo spettatore si possa riconoscere tanto che psicologia e cultura greca sono completamente stravolti. Se, ad esempio, il rapporto tra Achille e Patroclo era facilmente interpretabile come un amore omosessuale, qui, invece, è legato all\'amore per la famiglia: Achille è il cugino del ragazzo di cui si sente responsabile. Mancano personaggi importati e significativi (non c\'è, ad esempio, la principessa Cassandra, ma ampio spazio è dato alla sacerdotessa Briseide, nipote di Priamo, che si innamora di Achille) e il finale è completamente stravolto con l\'amore che vince e i cattivi che vengono uccisi o che nel momento della morte si redimono. Anche i tempi della guerra cambiano: dieci anni di battaglie sono riassunti in quattro scontri.

 

É stato scelto di non rappresentare la dimensione degli dei che si schierano per o contro la città assediata, perché tutto è portato sulla dimensione dell\'uomo. Questo è positivo perché esalta i personaggi umani, ma il problema di fondo è l\'aver semplificato e \'modernizzato\' una trama coinvolgente proprio per la sua complessità. E\' stata un\' operazione azzardata considerando che proprio le caratteristiche originali della storia e dei personaggi gli fanno vivere di fama immortale.

 

 

Francesca Pascuttini

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