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Segreti di Stato

Un avvocato, decide di condurre per conto proprio, delle indagini sulla strage di Portella della Ginestra verificatasi nel 1951. Qualcosa lo spinge ad ascoltare nuove testimonianze in Sicilia, sul luogo della strage.


Segreti di Stato

da Quaderni Cannibali

del 11 maggio 2004

   La teoria è interessante: la stage del 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra (Sicilia) di contadini e manifestanti comunisti non sarebbe stata opera, come si è sempre creduto, del bandito Salvatore Giuliano, ma sarebbe nata da una cospirazione di CIA, Chiesa, governo americano e destra italiana. Giuliano e la sua banda, quindi, sarebbero stati manovrati per farne capri espiatori. Questa versione dei fatti nel film è racconta da Gaspare Pisciotta, braccio destro di Giuliano e rinchiuso in carcere con l'accusa di strage, al suo avvocato.

 

   Il regista Paolo Benvenuti fa propria la teoria del filosofo Danilo Dolci che, venuto direttamente in contatto con alcuni componenti della banda Giuliano, avrebbe poi ricostruito una vicenda molto  diversa e inquietante rispetto a quella finora conosciuta. Criticato da molti perché non porta nessuna prova alle sue teorie, secondo Benvenuti la strage sarebbe nata per frenare l'ascesa al governo in Sicilia del partito comunista. Giuliano, già allora noto bandito, sarebbe stato quindi stato usato per mascherare quello che nel film viene identificato come punto di partenza della 'strategia della tensione' nata subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.

 

   Dal punto di vista cinematografico, il regista ha saputo fare una ricostruzione coinvolgente e mai noiosa. Le angolazioni per le riprese e il montaggio sono innovative (anche per l'uso di tavole a fumetti che riportano le varie fasi dell'operazione). Risulta, però, faticoso seguire il film se non si ha un'idea di base di quello che è accaduto e, soprattutto, del contesto storico in cui è calata la vicenda.

 

Ottimi gli interpreti, sui quali spiccano David Coco, nella parte di Pisciotta, e Antonio Catania in quella dell'avvocato.

 

 

Francesca Pascuttini

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