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Quello che interessava ai giovani è che noi fossimo lì a girare la corda...

UngheriaQualcuno potrebbe chiedersi, lecitamente, come abbiamo fatto con la lingua; abbiamo notato, visto che ci siamo stati 2 volte, che il poter comunicare con loro non è impossibile, tanto hanno giocato gesti e sguardi.


Quello che interessava ai giovani è che noi fossimo lì a girare la corda…

da Iniziative in tour

del 01 gennaio 2002

Eccoci arrivati a casa per poter condividere con voi la nostra fantastica ed alternativa esperienza estiva! Siamo Stefano e suor Stefania e vogliamo raccontarvi come abbiamo passato una parte della nostra estate.

Il giorno 2 luglio siamo partiti da Conegliano, nostro luogo di provenienza, per andare a trascorrere le 4 settimane di 'Estate ragazzi' o GREST in Ungheria. Per tutti e due l’esperienza non era nuova: Stefano era stato l’anno scorso e io, cioè suor Stefania, 4 anni fa, quando non ero ancora suora.

Ci ha ospitato una delle 3 comunità di Figlie di Maria Ausiliatrice a Mogyorod, composta da 4 suore, 2 ungheresi e 2 italiane.

La giornata era più o meno divisa così: al mattino un rapido momento di preghiera e lancio del tema con gli animatori (che potevano venire!!); accoglienza dei ragazzi; preghiera e momento formativo insieme ai ragazzi; divisione per attività; e prima di concludere la mattinata ci si ritrovava per dire insieme l’Angelus. Al pomeriggio ci si ritrovava per un po’ di gioco libero; un gioco organizzato dagli animatori; cerchio finale per tirare le fila della giornata e verifica con gli animatori. Dimenticavo una cosa importante: il tema dell’estate erano i viaggi di san Paolo.

Stefano è stato molto impegnato nel cortile, capitava che alla fine delle attività si ritrovassero tutti in cortile oppure chi non si riusciva più a tenere lo si mandava in cortile a giocare. Invece io ho portato avanti 2 attività: le girandole di carta e gli alberelli di perline: vi lascio immaginare la 'semina' della seconda attività…!

Qualcuno potrebbe chiedersi, lecitamente, come abbiamo fatto con la lingua; abbiamo notato, visto che ci siamo stati 2 volte, che il poter comunicare con loro non è impossibile, tanto hanno giocato gesti e sguardi.

Ritornandoci per la seconda volta ci è sembrato quasi di tornare a casa dopo tanto tempo, ci siamo sentiti subito accolti e quello che interessava ai giovani è che noi fossimo lì con loro, seduti affianco o girare la corda, o qualsiasi altra cosa.

Comunque possiamo dire di portarci via una stupenda esperienza di solidarietà e di arricchimento reciproco ed è per questo che ringraziamo tutti quelli che ci hanno accompagnato e sostenuto in questa esperienza.

Stefano, sr Stefania Belloni

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