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Quanto ci vuole ad Amare? da Giovani per i Giovani

Come una mela ha bisogno di maturare per acquistare gusto e succo,così l'amore ha bisogno di tempo per crescere. I tempi dell'Amore, ovvero: ad amare non si improvvisa! ...si ama!


Quanto ci vuole ad Amare? da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 13 dicembre 2007

“…il nonno, passeggiando per i campi dopo la semina, vede da lontano il nipotino:  se ne sta seduto ai piedi del grosso albero al limite del campo, proprio quello che durante le pause allieta e ristora con la sua ombra i lavoratori. Il bimbo è in silenzio, assorto, con lo sguardo fisso sulla terra davanti a lui.

«Ci vorrà qualche giorno perché si possa vedere nascere qualche piantina, qualche mese per il raccolto, bisogna avere pazienza con la terra!», disse il nonno porgendo una fetta di focaccia al nipote e sedendosi accanto a lui.

Poi continuò: «Hai sentito che buona?» , il bambino sorrise e addentò un grosso pezzo della focaccia. Dalla sua espressione, doveva essere proprio buona!

Riprese il nonno: «Sapessi quanto abbiamo lavorato io e la nonna e quanto amore ci abbiamo messo per poter avere questa prelibatezza! Ore e ore! Giorni! La fatica di dissodare, arare il campo, preparare la terra per la semina, seminare, irrigare, controllare la crescita delle piante, raccogliere, sistemare nei magazzini, macinare, impastare, infornare, controllare la cottura, togliere dal forno al momento giusto perché non si bruci! Ma ne vale la pena…» . Il bambino sorrise ancora. Per quante cose gli dicesse, al nonno sembrava che non potesse staccare gli occhi dalla terra appena seminata, anzi gli  sembrava quasi immerso in essa.

«Sì nonno, hai ragione! E’ proprio buona questa focaccia! Ma mi sento di fare i complimenti  e di ringraziare anche la terra: si lascia riversare, accoglie dentro se i semi che tu getti, li ricopre, li scalda e li protegge. Quando è il momento accoglie le piccole radici, nutre le piantine e le sostiene nella crescita. Se c’è troppa acqua la fa scorrere via, se c’è troppo vento tiene salde le piante, le irrobustisce e le porta a maturare. Dopo che hai raccolto è già pronta ancora a farsi rimescolare e a iniziare di nuovo! Per mesi e mesi, di giorno e di notte, con la pioggia e con il sole, per chiunque si prenda cura di lei…» ”

 

 

I tempi dell’amore

 

Parlare di tempi dell’amore può sembrare presuntuoso! Già il titolo mi par strano! Non sono sicuro ci siano dei tempi come noi li intendiamo, il prima e il dopo. Non so però, se vi è capitato qualche volta di chiedervi perché si ama, dove lo abbiamo imparato o visto questo amore e quando abbiamo imparato ad amare e quanto ci vuole per amare. Sono riflessioni che possono far sorridere alcuni, ma magari…

Sembra l’amore abbia un modo strano di farsi conoscere. Sembra abbia anche modalità e tempi particolari con cui un po’ alla volta lasciarsi scoprire. Tempi che si richiamano e si sostengono l’un l’altro, si fanno forza e crescono assieme: non sono delle tappe che si susseguono in ordine rigoroso, ma creano un richiamo circolare, continuo, sincronico, unico, eterno: è quasi impossibile distinguere un momento solo senza richiamare gli altri. Proprio la sincronicità dell’amore, il farci vivere tutti queste tappe così apparentemente diverse ma che si rincorrono, si richiamano e hanno bisogno continuamente l’una dell’altra è ciò che ci porta proprio a pregustare l’Eternità, che è l’essenza stessa dell’Amore…

 

 

L’amore provato

 

Non sempre ce ne rendiamo conto. Anzi il più delle volte può sembrare normale che ci sia, come una specie di “dato acquisito”, tanto scontato che non vale la pena porsi il problema. L’amore c’è. Da prima, da sempre. E’ questa la prima e la più bella verità che il bimbo suggerisce al nonno.

L’amore pur accompagnandoci silenzioso, ci è vicino, lo abbiamo visto, lo abbiamo sperimentato, lo abbiamo incrociato più e più volte: nella bellezza di ciò che ci circonda, nella terra che dona i suoi frutti, nello sconosciuto che ci allunga una mano se siamo in difficoltà, nell’amico che ci sorride, nell’abbraccio dei nonni, nel “sì” dei nostri genitori che hanno accolto la nostra vita e ci hanno cresciuto. Cominciando a guardarci attorno e pensando a tutta la nostra vita, possiamo scoprire quante esperienze e quante persone ci abbiano fatto conoscere l’amore, magari in piccolissimi gesti, magari senza dirlo, magari sottovoce. Ci suggerisce che è bello ed è possibile amare, per quanto piccola, isolata in alcuni casi, povera in altri, sia stata la nostra esperienza. L’amore non è mai banale, non pretende di urlare a tutti che c’è: vuole solo amare, rendere vera la nostra vita. Unicamente aver fatto esperienza dell’amore porta a desiderare l’amore e a viverlo.

Di certo il nonno della storia ha amato: nel lavoro, nel legame con la nonna, nell’attenzione al nipotino… Aver riconosciuto però un amore nascosto, seppur così evidente, che lo ha accompagnato per tutta la vita, desta in lui un desiderio di amore ancor più grande! Allora cerchiamo questo amore, guardiamolo e scopriamo dove e come è passato e continua a passarci accanto e ad avvolgerci!

 

 

L’amore vissuto

 

Anche vivere l’amore sembra una ovvietà. L’istante in cui due innamorati si prendono per mano e si guardano negli occhi è un esempio forse abusato: in quel momento tutto sembra chiaro, tutto sembra perfetto, tutto sembra infinito, quasi non ci sia proprio bisogno di altro. Bellissimo, ed è vero che è così!

Poter trovare ciò che rende piena, completa e vera la nostra vita è un desiderio che accomuna tutti. In quell’istante si intuisce una verità: l’amore è eterno, l’amore è Eternità. Ma c’è anche un pericolo in agguato, nascosto: pensare di poter vivere  e avere tutto e subito, senza bisogno di altro! L’uomo non può contenere tutto in un momento eterno che congela e rende unico quell’istante. L’amore ha bisogno di essere contenuto nel tempo assieme all’uomo: non diluito, al contrario ospitato, vissuto. La vita si tradurrebbe altrimenti, seppur pian piano, in ricerca di istanti forti, di attenzione a solo alcuni momenti. Una vita a tratti, discontinua, alternata: incompatibile con l’eternità e la continuità dell’amore.

Mi piace pensare ad una madre che tiene in braccio il suo bimbo: lo ama. Non è però un amore che è arrivato dal nulla. Certo il bimbo è il suo, lo ha generato lei. Proprio aver vissuto con lui, averlo sentito crescere, per giorni, per mesi, tra preoccupazioni, felicità, lavoro, pause, fatiche, attese, lo ha imparato ad amare, ad ascoltare, conoscere, vivere con lui. Abbracciandolo, accudendolo, curandolo, seppur già amandolo, imparerà ad amarlo ancor di più.

L’eternità dell’amore vuole legarsi profondamente con l’uomo e lo rende partecipe della sua continuità, in questo spazio e in questo tempo. Capita di sentir parlare di bruciare le tappe: a volte il rischio vero è quello di non dare spazio e di custodire l’amore nel tempo vissuto, continuo, quotidiano. Ad amare non si improvvisa, né si “nasce imparati”, ma per diventare amanti ed amati è necessario fare pian piano esperienza di un amore vicino e presente.

                               

 

L’amore accolto

 

Scegliere l’amore potrebbe finalmente sembrare il traguardo! Non è però così. Anzi segna solo l’inizio per una vita piena d’amore. Scegliere un legame significa credere e dare fiducia all’amore prima di tutto. Non basta: occorre continuare a cercare. L’amore è umile e discreto, non vuole disturbare, se a noi interessa altro o magari non c’è abbastanza tempo per lui, si fa da parte, attende paziente il suo momento.

Scegliere l’amore allora potrebbe sembrare più un accogliere, un aprire una porta con il desiderio che questo entri e resti. Sembra strano: più si è sperimentato l’amore, più si ha amato; più si ha amato, più si ama; più ci si rende conto che si ama, più nasce la consapevolezza che sembra di non farlo abbastanza e nasce il desiderio di poter amare di più. Ma come si fa ad amare di più? Per amare di più è necessario fare una ulteriore esperienza di amore:  occorre tornare, ancora una volta, a lasciarsi amare.

Non è facile, perché sai che è diverso da prima. Potrebbe anche costare fatica, anzi costa sicuramente un po’ di fatica. Non è sempre tutto facile, e amare non fa eccezione. Ma è proprio l’amore che ti incoraggia ad andare oltre. Lasciarsi amare di più significa mettersi consapevolmente nella condizione di fare ulteriore posto all’amore: intuire che c’è molto di più oltre quello che già abbiamo raggiunto e ci da sicurezza. Cogliere e mangiare una mela matura e sugosa, invece di quella acerba che eri abituato a mangiare: hai sempre mangiato solo quest’ultima, forse non era nemmeno del tutto cattiva, ma ha ben poco a vedere con l’altra! Hai dovuto però rischiare di aspettare, di dare tempo al frutto, di sperare che fosse buono ciò a cui davi tempo. Ma sapevi che non era fatto a caso. E magari un giorno scopri pure, lasciandoti amare un po’ di più, che c’è anche la focaccia di mele…

 

“…venne sera quel giorno e il nonno era ancora li, con il nipotino a guardare la terra appena seminata. La nonna cominciò a impensierirsi e uscì di casa cercandoli. Non tardò molto a trovarli, erano li, seduti ai piedi del grosso albero al limite del campo, proprio quello che durante le pause allieta e ristora con la sua ombra i lavoratori. «E’ tardi! Che fate qui a quest’ora, a guardare il campo appena seminato?» , esordì la nonna scorgendoli da dietro.

Un attimo di pausa ed un sorriso precedettero la risposta del nonno: «Voglio imparare ad amare…»  ” 

Luca Magarotto

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