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Professione futurologo

Nei prossimi vent'anni il mondo cambierà più di quanto sia cambiato negli ultimi duemila. Parola di futurologo. 'Teoricamente sarà possibile copiare il cervello su un dischetto, inserirlo in un robot e fargli fare...'.


Professione futurologo

da Attualità

del 01 ottobre 2005

Come sarà il mondo nel 2050?

E' nella natura dell'uomo interrogarsi sul proprio futuro, ma forse per la maggior parte di noi è dura credere che ci siano delle persone per cui prevedere quello che accadrà nei prossimi 50 anni è diventato un vero e proprio mestiere.

E non stiamo parlando di indovini, cartomanti e veggenti, bensì di futurologi. Sì, esistono, non è uno scherzo.

Da quanto emerge da uno studio effettuato dall'Observer di Londra, ciascuna delle prime cinquecento imprese della terra sarebbe munita di un apposito reparto dedicato proprio a questo settore, il futuro.

 

Ad illuminarci sull'argomento è Ian Person, ingegnere elettronico intervistato qualche tempo fa da Enrico Franceschini per La Repubblica.

Assunto nel quartier generale della British Telecom (gigante della telefonia inglese), Person si occupa esclusivamente di questo: capire come si modificheranno le abitudini della gente da qui ai prossimi 50 anni. Ecco qualche interessante (ed inquietante) conclusione a cui lui e il suo staff sono giunti:

 

Nel 2050 l'immortalità sarà a portata di mano (o quasi)

'Teoricamente sarà possibile copiare il cervello su un dischetto, inserirlo in un robot e fargli fare tutto quello che facciamo noi oggi. Non dovete pensare ai robot come ce li mostra il cinema, di metallo e così diversi dagli esseri umani. Infatti già oggi esiste una tecnica per fabbricare androidi con tessuti e sembianze simili ai nostri. Nel 2075 è probabile che saranno perfezionati a tal punto da renderli indistinguibili da un uomo o una donna in carne ed ossa e in grado di replicarne tutte o quasi le funzioni. Salvo per il fatto che non avranno un'anima, naturalmente.'

 

Nel 2025 ogni casa avrà al suo interno un supercomputer.

'Cambierà radicalmente il modo in cui funzionano le abitazioni, perché il computer sarà una specie di regista integrato di tutte le attività e le necessità casalinghe. Si tratta di un cervello superintelligente simile a quello che oggi hanno soltanto le multinazionali, la Cia e le forze armate.'

 

La rivoluzione nel mercato del lavoro: niente pi√π manovalanza intellettuale.

'Medici, ingegneri e insegnanti potranno essere sostituiti da computer che funzionano meglio e costano meno. Niente da fare nemmeno per i giornalisti, perché la trasmissione delle notizie sarà sempre più automatizzata, le fonti si moltiplicheranno e i giornali per sopravvivere dovranno diventare esclusivamente uno strumento di riflessione.

Acquisterà invece importanza la cosiddetta manovalanza della compassione: infermieri, assistenti sociali, psicologi e tutti i mestieri in cui il contatto umano diretto è decisivo.'

 

Ma sarà un mondo migliore o peggiore di quello di oggi?

'Naturalmente dipende dall'uso che ne faremo. Come sempre, non è la tecnologia in sè, ma il modo in cui viene utilizzata, a determinare il risultato.

E' prevedibile che tra mezzo secolo avremo acquisito gli strumenti per sconfiggere il cancro, la fame, la povertà, l'inquinamento, e per viaggiare rapidamente a distanze siderali nello spazio.

Biotecnologie, clonazione, nanotecnologie e supercomputer contengono la promessa di un mondo libero da molte delle odierne catene. Nasceremo pi√π sani, pi√π belli, pi√π intelligenti e pi√π longevi. Ma ci saranno sempre uomini determinati a sfruttare tecniche sempre pi√π sofisticate per dominare il prossimo.

Potrà essere un mondo migliore, dunque, o un mondo peggiore, in cui l'uomo contribuisce alla propria estinzione.'

http://www.smemoranda.it

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