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Papa Francesco e i Salesiani

Man mano che passano i giorni emergono nuovi episodi e aspetti sulla figura di Papa Francesco. Tra questi, non pochi sono legati al mondo salesiano. Oltre alla speciale devozione a Maria Ausiliatrice ‚Äì manifestata ogni 24 del mese nel santuario mariano del quartiere Almagro di Buenos Aires ‚Äì ce ne sono altri. Il nuovo Papa è anche un exallievo salesiano...


Papa Francesco e i Salesiani

 

del 22 marzo 2013 

 

          Man mano che passano i giorni emergono nuovi episodi e aspetti sulla figura di Papa Francesco. Tra questi, non pochi sono legati al mondo salesiano. Oltre alla speciale devozione a Maria Ausiliatrice – manifestata ogni 24 del mese nel santuario mariano del quartiere Almagro di Buenos Aires – ce ne sono altri. Il nuovo Papa è anche un exallievo salesiano.

          Nel 1949 Jorge Mario Bergolio frequentò, assieme al fratello minore, il collegio salesiano “Wilfrid Barón” di Ramos Mejía, nella classe 6° B. Come prova l’elenco dei premiati di quell’anno, ricevette anche il primo premio in Condotta e in Religione e Vangelo.

          Un’accurata biografia pubblicata dal quotidiano argentino “La Nación”, racconta inoltre che il nuovo Papa, all’età di 17 anni ebbe come suo padre spirituale don Enrico Pozzoli, della comunità salesiana di Almagro, un sacerdote che, prima di portare il carisma di Don Bosco fino alla Terra del Fuoco – davvero la fine del mondo – ebbe modo di lasciare un segno indelebile in lui. Fu don Pozzoli che suggerì al giovane Bergoglio di viaggiare fino alle montagne di Tandil per far recuperare i suoi polmoni; fu con lui che il futuro Papa definì la sua ammissione al seminario di Villa Devoto; e a lui è dedicato un ricordo nella prefazione del primo libro scritto dal card. Bergoglio – Meditazioni per i religiosi – in considerazione della “forte incidenza” che il salesiano ebbe nella sua vita e del suo “esempio di servizio ecclesiale e di consacrazione religiosa”.

          A Tandil, all’età di 18 anni, Bergoglio incontrò Roberto Musante, di due anni più grande, che avrebbe poi rincontrato in altre occasioni complesse. Come quando Bergoglio, nel periodo della dittatura, accolse tre seminaristi del vescovo Enrique Angelelli.

          A Tandil, ricorda don Musante, i due ebbero modo di conoscersi e di parlare, nonostante Bergoglio “rimanesse piuttosto silenzioso e umile”. I due giovani hanno poi seguito cammini vocazionali diversi. Oggi don Musante, divenuto salesiano, si trova in Angola, dove si prende cura ed educa centinaia ragazzi del quartiere Lixeira, “spazzatura” in portoghese. Bergoglio, invece, scelse di seguire Sant’Ignazio di Loyola.

 

Lettera del Rettor Maggiore a Papa Francesco del 19 marzo 2013

Beatissimo Padre,

          mi faccio presente a Lei, con questa lettera, per manifestarLe i sentimenti di omaggio e di augurio della Congregazione e dell’intera Famiglia Salesiana, per la sua nomina a Vescovo di Roma e Sommo Pontefice. Le scrivo nel giorno della solenne inaugurazione del suo Pontificato, che auguro duraturo e colmo delle benedizioni di Dio. Come eravamo convinti di avere, in Benedetto XVI, un grande Pastore, così ora siamo riconoscenti al Signore per averci dato un altro grande Pastore nella persona del suo Successore. In Lei, Santità e Amatissimo Papa Francesco. In questo momento, come cristiani e religiosi salesiani, mentre vogliamo esprimere la nostra gioia per la sua nomina, Le rinnoviamo la nostra fedeltà e assicuriamo il rispetto filiale ereditato da Don Bosco. Egli spesso si esprimeva con frasi cariche di affetto e di fede nei confronti del Successore di Pietro.

“Chi è unito con il Papa, è unito con Cristo!” (MB VIII,567) “Saremo ossequiosissimi alla Cattedra Apostolica in tutto, in ogni tempo, in ogni luogo, dove ci chiamerà il Signore” (MB XV,249). “La preghiera del Papa è per me un comando” (MB V,874) “La sua parola deve essere la nostra regola in tutto e per tutto” (MB VI,494)

Così parlava il nostro Fondatore Don Bosco e così vuole sentire il nostro cuore, oggi.

          Voglio dirLe, Santità, che immediatamente dopo l’annuncio della Sua elezione è stato per me spontaneo ricordare con gioia la bellissima e indimenticabile esperienza di Chiesa ad Aparecida, nel maggio 2007, dove ho avuto la grazia di conoscerLa e salutarLa personalmente. Insieme abbiamo partecipato ai lavori, alle celebrazioni e agli incontri della Vª Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi; ci siamo pure incontrati per la riunione con i Vescovi argentini, da Lei presieduta, al fine di definire il luogo e le modalità della beatificazione del Ven. Zeffirino Namuncurá. Non dimenticherò mai le sue parole, piene di stima per il lavoro dei miei Confratelli Salesiani nella Patagonia, e per il suo intervento affinché fosse Chimpay la sede della celebrazione.

          So molto bene della sua vicinanza affettiva ai Salesiani, particolarmente quelli della Comunità di Almagro, dove si trovava il P. Enrique Pozzoli, che è stato suo direttore spirituale, e il P. Lorenzo Massa, fondatore della squadra di calcio del San Lorenzo. Soprattutto ho apprezzato moltissimo la sua testimonianza sul nostro confratello coadiutore, Beato Artemide Zatti, nel momento in cui Lei era Provinciale dei Gesuiti, e la sua paternità, come Pastore dell’Arcidiocesi di Buenos Aires, verso i nostri confratelli. Sempre mi ha dato grande gioia la nota Sua devozione a Maria Ausiliatrice, ricordata da tanti nostri Confratelli.

          Sin dal momento della sua elezione e della sua presentazione siamo rimasti affascinati dal nome assunto come Pontefice, che raccoglie bene alcuni dei tratti della Sua persona e annuncia un programma di rinnovamento della Chiesa, riportandola alla sua vera identità e al Vangelo, attraverso la semplicità, l’austerità, e tenendo fisso lo sguardo sul Signore Gesù. Santità, accogliamo e facciamo nostro il suo augurio di avere “il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti”.

          Nella fedeltà alla Chiesa e al nostro Fondatore Don Bosco, raccogliamo questo suo invito, Santità, e Le promettiamo di tenerlo sempre presente nella nostra vita personale, nelle nostre scelte pastorali e nei nostri programmi apostolici.

          Le assicuriamo la nostra preghiera. Lo Spirito Santo La assista nel delicato compito che la Provvidenza ha voluto affidarLe e la Vergine Maria sia sempre la grande Ausiliatrice del suo ministero.

          Con questa lettera Le inviamo come segno della vicinanza una statua di Maria Ausiliatrice. Sarebbe un grande dono per tutti noi averLa presente un 24 Maggio a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice, costruita con tanto amore da Don Bosco. Forse nel 2015, in cui celebreremo il secondo centenario della sua nascita.

In spirito di obbedienza filiale, Le diciamo oggi e sempre la nostra devozione e il nostro affetto.

 

 

Don Pascual Chávez Villanueva Rettor Maggiore dei Salesiani di don Bosco

 

 

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