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Omelia: il Battesimo di Gesù

Perché Gesù si fa battezzare? La novità del Dio cristiano consiste nel fatto che Egli non è un Dio che rimane lontano, in cielo, a impartire disposizioni e a controllare chi le osserva e chi le trasgredisce, ma si fa uno di noi.


Omelia: il Battesimo di Gesù

 

del 09 gennaio 2013

 

 

“Tu sei il mio Figlio amato!”

 

Letture Isaia 40, 1-5.9-11 Lettera a Tito 2, 11-14; 3, 4-7 Luca 3, 15-22 

          In questi mesi mi sono occupato del battesimo di un adulto e ho toccato con mano l’impegno della nostra Diocesi a fare le cose seriamente: chi fa richiesta del Battesimo in età adulta si prepara a ricevere questo dono per almeno 2 anni con un percorso molto bello, all’interno di una comunità cristiana che lo accompagna, prega per lui, lo sostiene. Perché tanto tempo di preparazione? Perché occorre cambiare mentalità e passare dalla logica del mondo a quella di Gesù e questo si realizza a poco a poco. Ci vuole tempo!

          In Italia varie migliaia gli adulti ogni anno vengono battezzati la notte di Pasqua; in Francia sono da 10 a 12 mila. Sono belle notizie che aprono il cuore alla speranza!

E tu?

 

Che ne è del tuo battesimo?  

          I Padri della Chiesa dei primi secoli ripetevano spesso questa espressione molto significativa: Cristiano, diventa quello che sei! Vale anche per me e per te oggi. Dobbiamo diventare figli, perché il battesimo ci ha inseriti nella famiglia di Dio; in noi circola la vita di Gesù, siamo casa dove lo Spirito Santo abita e ci fa chiamare Dio con il nome di Papà!

          Ne consegue che la nostra vita ha un sapore speciale, quella di essere appunto FIGLI ! e non figli qualunque, ma figli che hanno una missione nel mondo: quella di diffondere i valori di Gesù, di seguire gli esempi del Maestro, donando la vita nelle piccole e grandi circostanze in cui ci troviamo.

          Prova a pensare alla tua vita alla luce del tuo battesimo (conosci il giorno del tuo battesimo? Lo festeggi?). In quel giorno i tuoi genitori ti hanno fatto un dono enorme, bellissimo: ti hanno regalato un piccolo seme, destinato a diventare pianta grande, a condizione di essere coltivato e alimentato. Siamo all’inizio di un nuovo anno e allora alcune domande “stuzzicanti”:

Hai coscienza di appartenere a Gesù? Con il battesimo sei diventato/a GESU’ !!!

          Alimenti la tua fede con la preghiera, i sacramenti (Confessione ed Eucaristia), la lettura della Parola di Dio, la lotta all’ignoranza circa la tua fede…

Vivi la carità verso gli altri? Concretamente: in queste feste di Natale hai pensato ai poveri?

Il battesimo di Gesù

          Tutti i vangeli riportano questo momento della vita di Gesù, all’inizio della sua vita pubblica, quasi a dire che lì Gli viene consegnata una missione, un compito. Si tratta quindi di un fatto importante, decisivo: Gesù viene “consacrato” Servo fedele del Padre.

          È interessante anche notare il luogo in cui avviene il battesimo: “a Betania, al di là del Giordano”. (Non confondere questa Betania [Betabàra] con quella alla periferia di Gerusalemme, dove abitava la famiglia di Lazzaro). 

 

          I geologi assicurano che questo è il punto più basso della terra (400 m. sotto il livello del mare). Curioso: la scelta di iniziare di lì la vita pubblica non può essere casuale.  Gesù, venuto dalle altezze del cielo per liberare l’uomo, è sceso fin nell’abisso più profondo per mostrare che vuole la salvezza di ogni uomo, anche del più derelitto. Dio non abbandona nessuno dei suoi figli.

          Là dunque accorreva la gente per farsi battezzare da Giovanni (un’abluzione esterna accompagnata dal pentimento dei propri peccati, segno di quello che sarà il battesimo offerto nel nome di Gesù, che sarà veramente la liberazione dal peccato e dal male). Un giorno compare tra i peccatori anche Gesù. 

Perché Gesù si fa battezzare?

          Ovviamente non per essere liberato dal peccato. Ma allora perché? C’è un’espressione nella Liturgia che suona così: “… ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana!”  Gesù che si mette in coda con i peccatori ci dice che è solidale con la nostra fatica, la nostra miseria, le nostre difficoltà…. Del resto i vangeli ci presentano il Maestro tentato dal male, oppresso dalla sofferenza, dalla paura della morte, in balia dei potenti che lo uccideranno…. Non è il superuomo, esonerato da tutto ciò che rende penosa la nostra condizione di uomini e donne di questo mondo.

          In questa scena si può già cogliere la novità del Dio cristiano: egli non è un Dio che rimane lontano, in cielo, a impartire disposizioni e a controllare chi le osserva e chi le trasgredisce, ma si fa uno di noi, diviene solidale con l’umanità nel portare le conseguenze del peccato. Non è quanto abbiamo meditato a Natale? E la festa di oggi aggiunge un ulteriore tassello alle due feste precedenti: 

- Gesù è l’Emmanuele  (Natale)

- Venuto per tutti (Epifania)

- Per salvarci dal peccato  (Battesimo)  

 

Tu sei il mio Figlio amato!

          Nel giorno del nostro Battesimo Dio ci ha accolto come una madre accoglie il figlio appena nato: lo stringe al seno, lo bacia e gli sussurra parole di grande tenerezza, tra una lacrima di gioia e l’altra. “Ti amo” ripete il Padre a ciascuno dei suoi figli e non ritirerà mai più questa dichiarazione, qualunque cosa combini il figlio… Nulla e nessuno potrà più spegnere questa voce.

C’è un particolare nel vangelo di Luca che ascolterai proclamare domenica: “Mentre stava in preghiera”.

          È nel silenzio orante, è nel cuore a cuore con Dio che senti questa voce, la cogli nella sua dolcezza e ricchezza… Sentirsi amati provoca commozione e gioia. Nella preghiera questa voce scende in profondità nel cuore e nella vita, illumina e sostiene momenti difficili, aiuta a prendere decisioni coraggiose… Tu sei figlio, amato da Dio e Gesù te lo dimostra a chiare note questo amore: la croce sarà lo svelamento supremo di quanto Dio ama il mondo.

          Ti auguro che la festa del Battesimo di Gesù sia una riscoperta gioiosa di un evento successo tanti anni fa, ma che va continuamente alimentato, curato, amato… come un piccolo seme, perché diventi pianta grande.

Prego anch’io per te, perché questo diventi realtà.

 

 

Don Gianni

 

 

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