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Non stare troppo attaccato a te stesso, ti perdi sicuramente SERIE: D'amore si ...

La nostra vita ha ogni giorno a che fare con bilanci, tutti siamo preoccupati di far quadrare ogni cosa. E poi ci siamo dotati di nuova terminologia: la mission, il target, il planning, il mibtel... Ma Gesù dice: «Chi cercherà di preservare la sua vita la perderà...». Così è dell'amore tra due giovani...


Non stare troppo attaccato a te stesso, ti perdi sicuramente SERIE: D'amore si muore, di speranza si vive

da L'autore

del 21 novembre 2005

 amore si muore, di speranza si vive

 

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Non stare troppo attaccato a te stesso, ti perdi sicuramente

(Lc 17, 26-37)

 

Giustamente la nostra vita economica deve ogni giorno misurarsi con bilanci, contratti, programmazioni di entrate e uscite. Tutti siamo preoccupati di far quadrare ogni cosa, almeno di pareggiare, soprattutto non perdere e, se vogliamo vivere, correre guadagnare. Sono finiti i tempi degli colpi di fortuna o dell'abbandono al caso, a quel che capita. Una seria programmazione la esige la tua responsabilità nei riguardi della famiglia, nei riguardi dei tuoi dipendenti, ma anche negli confronti della stessa società. Se riproduci benessere per te, ne avvantaggia anche la società. Per dare alla produzione e all'economia la modernità necessaria ci siamo dotati di nuova terminologia: la mission, il target, il planning, il counseling..... puoi temiamo un occhio al Nasdaq e al mibtel. Insomma siamo moderni, attrezzati e precisi. Entro il tal mese dobbiamo giungere al top, altrimenti qualcuno salta.

Ed Gesù candidamente se ne esce con questa frase: chi cercherà di preservare la sua vita la perderà, mentre chi la perderà, la conserverà.

Se stai attaccato a te, se tutto il tuo interesse è la tua vita, se tutto porti al tuo star bene, ti troverai con in mano niente. Se invece avrà i il coraggio di fare della tua vita un dono, se giocherai in perdita perché sei generoso, disinteressato, distaccato, non avaro, non egoista, ma altruista conserverà la tua vita.

Sicuramente Gesù non parlava di economia, nè di affari, ma parlava di qualcosa che sta prima degli affari e delle economie; parlava di un cuore, di una vita, di una dimensione dell'esistenza che fonda anche il tuo benessere materiale. Il pericolo è che spostiamo il criterio giusto per l'economia, anche se spesso è impietoso e potrebbe avere maggior umanità che è la risorsa più importante anche gli affari, lo spostiamo, dicevo, nella vita di relazione, nell'amore, nel rapporto genitori - figli, nell'assistenza agli anziani, nell'amore a chi si sente di nessuno; qui esiste un'altra legge. Un papà e una mamma che si dedicano ai figli, perdonò proprio la loro vita perché mentre questi crescono, loro invecchiano. Ma che se ne farebbero della loro vita, se non la vedessero crescere nei figli?

Così è dell'amore tra due giovani; per volersi veramente bene occorre imparare a donare, a togliersi dal centro, a mettere al centro l'altra persona.

Ma a me cosa resta? Stai ancora a calcolare la vita, l'amore con la bilancia? A contare torti e regali? Devi vivere di speranza che è un attendere certo che la tua vita la riavrài piena.

Ma una speranza così dove la trovo?

Mons. Domenico Sigalini

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