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Mandati come discepoli

«Note di Pastorale Giovanile - Speciale Agorà»...«Cari giovani, come i 72 discepoli designati dal Signore Gesù, andate con determinazione e libertà di spirito. Comunicate la pace, sostenete chi è debole, preparate i cuori alla novità di Cristo, annunciate che il Regno dei cieli è venuto».


Mandati come discepoli

da Quaderni Cannibali

del 04 dicembre 2007

Questo ha detto il papa ai giovani che stavano lass√π sul palco. Io ero tra loro. Davanti a me il papa, dietro di me, fisicamente ma soprattutto spiritualmente, 500 mila ragazzi che ascoltano queste parole! Mi risuonano continuamente in mente, come mentre le ascoltavo, lass√π sul palco come adesso a casa, adesso nel mio quotidiano di casa, studio, movimento.

 

«Andate con determinazione e libertà di spirito». Determinazione? In questa società? Nulla è determinato, tutto ha sempre tinte opache, sbiadite! Come faccio io giovane catanese a essere determinato? E poi come faccio ad essere libero di spirito se non posso neanche andare a fare la spesa in libertà senza pressioni di pubblicità e mode?

 

«Comunicate la pace, sostenete chi è debole». Questo è facile, ce la posso fare! Sostituisco la bandiera della pace ormai scolorita che ho appeso al balcone quando era di moda e continuo a fare volontariato. Certo per fare questo dovrò staccare un altro ramo all’albero, litigherò con mia madre, e poco importa se per fare volontariato non studio e mi trovo a 30 anni a chiedere i soldi a papà, tanto me lo ha detto Benedetto XVI di fare cosi!

 

«Preparate i cuori alla novità di Cristo». Quello è già pronto, nulla ormai mi emoziona più. Se esistesse un elettrocardiogramma sui sentimenti del mio cuore sarebbe piatto da un pezzo. Solo Maria De Filippi riesce a farmi commuovere e solo Incantesimo mi fa amare. Volete che non riesca ad accogliere una persona così importante come la novità Gesù Cristo? Speriamo che sia bello questo nuovo reality show!

 

«Annunciate che il Regno dei cieli è venuto». Chissà come posso annunciarlo? Certo! Ci sono! Mando una lettera a Top Girl, il direttore darà ampio risalto nell’inserto «Verginità: come risolvere il problema!».

 

Che bello, il prossimo a cui Mons. Bagnasco dà la sacca del pellegrino sono io, speriamo che mi inquadrino! Sai poi quando scendo come mi guarderanno con un occhio diverso le ragazze! Uff, ce l’ho fatta a scendere le scale senza inciampare, altrimenti immagini che malacumparsa? Questa lettura del mandato missionario è ovviamente una provocazione, ma potrebbe essere quella che certi media danno del popolo delle GMG, un popolo superficiale che in realtà è lontana dalla Chiesa. L’impegno preso dai 72 a nome di tutti i giovani dell’Agorà è la dimostrazione che i giovani sanno impegnarsi e vogliono essere i primi evangelizzatori dei propri coetanei.

Ma chi siamo questi 72 giovani? Perché 72? Da dove vengono?

 

Il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile (SNPG) in preparazione all’Agorà dei giovani, come in passato aveva già fatto per le GMG di Toronto e Colonia, ha organizzato per 72 rappresentanti delle diocesi, dei movimenti e delle associazioni ecclesiali un pellegrinaggio previo, per approfondire le tematiche legate all’Agorà. 72 come 72 erano i discepoli che il Signore inviò in ogni città e luogo dove stava per recarsi, e 72 come i popoli della terra allora conosciuti.

Filo conduttore del nostro viaggio-pellegrinaggio è stata la preghiera per tutti i giovani italiani sulle tombe dei patroni d’Italia, San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena, sulla tomba del papa dei giovani Giovanni Paolo II, e nella marcia notturna di 35 km del pellegrinaggio Macerata-Loreto. La preghiera legava gli incontri di approfondimento del grande evento del 1-2 settembre.

Mons. Comastri, Arciprete della Basilica di S. Pietro, che sorge proprio sul luogo del martirio di San Pietro e di tanti altri cristiani, ci ha ricordato che dal sangue dei martiri nascevano cristiani sempre pi√π saldi nella fede.

A Terni poi, incontrando i responsabili della «Novamont», industria chimica che ha inventato la plastica senza petrolio e quindi più biodegradabile, utilizzata per tutti gli oggetti in plastica dell’Agorà - essendo il 2 settembre la giornata per la salvaguardia del creato - abbiamo dibattuto sull’importanza di un consumo maggiormente critico dei beni che possediamo. A Terni abbiamo pure incontrato Mons. Paglia, vescovo della città e presidente della commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, per ripercorrere le lacerazioni che nei secoli hanno diviso la chiesa, ma che soprattutto lacerano il Corpo di Cristo. A Foligno poi abbiamo incontrato i giovani guidati dal vescovo Mons. Bertoldo, che hanno da pochi mesi concluso il sinodo dei giovani e con i giovani a San Severino Marche, per capire come le Clarisse «ascoltano» Dio, gli altri e se stesse, potendo così diventare modello di ascolto per tutti.

A Tolentino poi abbiamo conosciuto un modello di impegno verso la giovent√π operaia cristiana del GiOC.

Al termine del cammino l’incontro nella Santa Casa con Maria a cui consegnare la gioventù italiana, i movimenti e le diocesi che ci avevano mandato, gli amici, i parenti e le proprie gioie, preoccupazioni e richieste.

Poi finalmente il fatidico giorno, il giorno dell’incontro con il Vicario di Cristo. Infine eccoci, «eccomi», la mia disponibilità, pronunciata nella Celebrazione Eucaristica del 2 settembre.

Il Signore mi ha scelto, Lui mi ha chiamato, e io con Maria canto «Eccomi», non un eccoci disperso tra tanti, ma ognuno dei 500 mila a rispondere «Eccomi». Liberi come solo Cristo sa renderci liberi e con la determinazione di chi ha incontrato Cristo, ha la gioia che trabocca dal proprio cuore e lo deve annunziare a chiunque lo circonda.

Comunicare la pace cominciando dalle nostre famiglie. Sostenere i deboli, i più fragili, gli ultimi, i piccoli. Convertendoci, cambiando vita, rispondendo SÌ al Cristo che vuole entrare nel nostro cuore, vuole nascere dentro di noi come in Maria.

Chiamati a diventare santi come Domenico Savio, Alberto Marvelli o Piergiorgio Frassati. Santi facendo il nostro dovere con gioia.

Ecco il vero mandato missionario dei 72, ma è il mandato per tutti i cristiani di ogni tempo: evangelizzare tutti i popoli della terra cominciando dal lasciarci permeare dal vangelo noi stessi.

 

 

Guglielmo Barletta

http://www.cnos.org

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