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Lettera del Rettor Maggiore al Movimento Giovanile Salesiano del Venezuela

Se da un lato è esemplare vedere dei giovani che, superando l'indifferenza o le comodità e liberi da ideologie politiche, marciano pacificamente spinti dal desiderio di libertà, dall'altra soffro davvero nel vedere giovani vite che vengono stroncate dalla violenza...


Lettera del Rettor Maggiore al Movimento Giovanile Salesiano del Venezuela

del 20 marzo 2014

 

 

 

“Oggi dal Venezuela, noi giovani universitari del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) uniamo le nostre voci e lanciamo un SOS; siamo stati formati dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e abbiamo imparato da loro il valore di essere buoni cristiani e onesti cittadini, eredità del nostro amato padre Don Bosco...” Così inizia la lettera inviata dai giovani universitari del MGS al Rettor Maggiore.

Di seguito riportiamo la risposta di Don Pascual Chávez. 

 

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Carissimi giovani del Movimento Giovanile Salesiano in Venezuela,

vi saluto con il cuore di Don Bosco, che non vorrebbe nulla di più che vedervi felici, con opportunità di educazione e lavoro che vi permettessero di integrarvi nella società come ‘buoni cristiani e onesti cittadini’.

 

Tutto questo suppone una situazione nella società in cui regni una vera democrazia, con uno stato di diritto, la pace e il pieno rispetto della libertà dei cittadini. Purtroppo, questo non sta accadendo in Venezuela, dove il diritto a manifestare è stato considerato come aggressione allo Stato, provocando, direttamente o indirettamente, una reazione contro i suoi cittadini.

In particolare ho seguito attraverso i media e le reti sociali la partecipazione dei giovani che reclamano piena libertà e rispetto per la dignità e i diritti di ogni persona umana, in un paese che si vanta di essere democratico.

 

Se da un lato è esemplare vedere dei giovani che, superando l’indifferenza o le comodità e liberi da ideologie politiche, marciano pacificamente spinti dal desiderio di libertà, dall’altra soffro davvero nel vedere giovani vite che vengono stroncate dalla violenza, uccise da chi ha fatto del potere un modo di essere e qualcosa da conservare ad ogni costo.

 

Avendo avuto la gioia di essere in Venezuela molte volte, avendo partecipato a molti eventi del MGS e avendo condiviso le indimenticabili esperienze della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, nel 2011, e di Rio de Janeiro, nel 2013, sento una grande vicinanza a tutti voi e faccio miei i sogni di un Venezuela che sia casa di tutti, e condivido le vostre ‘gioie e le speranze, tristezze e angosce’ in questo momento storico del paese, che deve essere costruito da parte di tutti.

 

Mi rallegra sapere che vivete questo impegno con un grande senso di solidarietà, di fraternità, di responsabilità civica e che lo fate come ‘discepoli missionari di Cristo’, la cui fede ci invita a trasformare in profondità il mondo.

È bello sapere che in questa avventura vi sentite chiamati a vivere sempre più radicati in Cristo e che sentite il sostegno delle vostre famiglie e dei medici della comunità.

Come scrisse Don Bosco da Roma a suoi ragazzi a Valdocco: ‘Lontano o vicino, penso sempre a voi’ perché vi porto nel cuore, dove porto chi più amo, Gesù.

 

Affido tutti e ciascuno di voi alla cura e alla guida materna di Maria Ausiliatrice. Lei vi sia madre e maestra in questa fase della vita e della storia.

Un abraccio e la mia benedizione.

Don Pascual Chávez V., SDB

Rettor Maggiore dei Salesiani

 

 

Don Pascual Chávez V., SdB

 

 

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