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L35 Alla direttrice della casa di Torino suor Pierina Marassi (Lettera di Madre Mazzarello)

da Spiritualità Salesiana

del 12 maggio 2005

L35 Alla direttrice della casa di Torino suor Pierina Marassi

Nizza [Monferrato], 31 marzo 1880

Viva Ges√π!!

Mia carissima suor Pierina1 e sorelle tutte,

1. siete allegre? son certa che la partenza della vostra Direttrice2 vi avrà fatto pena, ma fatevi coraggio, mie care, sapete bene che la vita non è fatta per star sempre assieme, ma questo lo avremo nel Paradiso.

2. Ora, suor Pierina, tocca a voi di dar buon esempio, invigilare che si osservi dalle figlie la S. Regola, che si amino e non entrino affezioni particolari perché‚ ci allontanano molto dal Signore e dallo spirito religioso. Procurate che non vi siano gelosie. Dovete voi dare buon esempio a tutte acciò nessuna possa dire: a quella vuol più bene, le parla di più, la compatisce di più, ecc. Voi parlate a tutte, amatele tutte, date anche confidenza più che potete, ma attente sempre che il nostro cuore non si attacchi a nessuno [altro] che al Signore.

3. Consigliatevi sempre coi nostri buoni Superiori, non tralasciate mai il bene per rispetto umano, avvertite sempre e compatite i difetti delle vostre sorelle, fate con libertà tutto ciò che richiede la carità.3

4. Vi raccomando ancora una cosa, è che non dovete mai far caso se alle volte i Superiori avessero bisogno di una più che dell'altra, come sarebbe suor Maritano o suor Laurantoni,4 ecc. Voi non state mai a far giudizi sui loro comandi con dire che la Direttrice siete voi e che dovrebbero dipendere da voi. I Superiori son sempre Superiori a noi e ciò che fan è sempre ben fatto.5 Dunque, se doveste trovarvi in una di queste cose, lasciate fare e ricordiamoci che il paradiso non si acquista colla soddisfazione e nell'essere preferita, ma si acquista con la virtù e col patire.

5. Mia buona suor Pierina, non faceva bisogno che vi dicessi questo, so che avete abbastanza cognizione, ma solo darvi un consiglio.

6. Fatevi dunque coraggio, datemi presto vostre notizie e quelle della casa, state allegra e tenetemi allegre tutte le suore.

7. E voi, suor Teresa, lo siete, allegra? Vorrei vedere, anzi dovete col vostro buon esempio far star allegre anche le altre.

8. Coraggio, e da buona sorella, aiutatevi a lavorare per il Signore, animatevi a vicenda nel bene spirituale che temporale.

Pregate tanto per me, neh! io non vi dimentico mai nessuna, state certe.

9. Vorrei dire una parola a tutte in particolare, ma abbiate pazienza non posso proprio, un'altra volta, neh, o se no, andrò a vedervi presto.

10. Statemi allegre tutte e anche suor Adele,6 che [si] faccia buona. Andate a gara a chi si fa santa più presto specialmente nell'umiltà e carità... Quando vengo a trovarvi, mi direte quella che si è fatta più santa. Suor Pierina, mandate su il corredo della nuova postulante7 che viene su con suor Caterina.

Addio, dunque, mie care sorelle, preghiamo e amiamoci a vicenda tutte nel Signore e credetemi sempre vostra

Aff.ma Madre, nel S.[ignore]

la povera suor Maria Mazzarello

 

1 Suor Pierina Marassi era stata da poco nominata direttrice della comunità di Torino

2 Suor Caterina Daghero, che era dovuta andare ad aprire la nuova casa di Saint-Cyr in Francia.

3 La formula, nella sua semplicità, compendia il messaggio cristiano relativo alla libertà dei figli di Dio che camminano nell'amore. La Madre dimostra perciò ampiezza di vedute nell'orientare le suore a vivere e ad agire nella vera 'libertà' e insieme la capacità di ricondurre ogni criterio di azione al valore fondamentale della vita cristiana: la 'carità'.

4 Suor Teresa Maritano (cf L49, nota 313) e suor Teresa Laurantoni. Quest'ultima, incaricata dell'oratorio, si distingueva per le sue capacità educative e per la sua intraprendenza apostolica

5 E' da ricordare che l'Istituto delle FMA prima delle Normae secundum quas, emanate dalla S. Sede nel 1901, era totalmente dipendente dalla Congregazione salesiana. Qui il termine 'Superiori' si riferisce a coloro che avevano un diretto rapporto con le suore: don Bosco, il suo vicario don Michele Rua, l'alter ego del Fondatore, e il direttore spirituale delle FMA, persone che seguivano con paterno affetto e saggezza di guida le FMA. E' dunque comprensibile che madre Mazzarello nutrisse verso i superiori un atteggiamento di gratitudine filiale e di grande rispetto e che perciò lo inculcasse anche nelle suore

6 Suor Adele Ayra era stata da poco trasferita da Borgo S. Martino a Torino. Entrò nell'Istituto a Mornese nel 1874, dopo aver esercitato la professione di sarta. Fece professione il 15 agosto 1877 e per la sua vivacità, pazienza e ricchezza d'intuizione fu incaricata dell'educazione dei bimbi dell'asilo tra i quali spese la sua vita. Morì nel 1918 colpita dalla febbre «spagnola».

7 L'espressione 'nuova postulante' induce a pensare che si tratti di Caterina Quassolo entrata nell'Istituto il giorno prima (30 marzo). La ragazza, nata a Torino il 7 maggio 1861, era stata educanda nell'Istituto torinese «Sacra Famiglia». Professerà a Nizza Monferrato il 23 agosto 1881.

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