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«Io voglio protestare !»

Il sito www.culturacattolica.it è stato oggetto di un attacco hacker per aver preso posizione sulla fiction televisiva dal titolo 'Il padre delle spose'. Dal sito: «Una cosa è accogliere la figlia lesbica e un'altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa. Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l'idea che tutte le unioni possono essere equiparate è una forzatura innaturale».


«Io voglio protestare !»

da Attualità

del 24 novembre 2006

Pasquale Zagaria (vero nome di Lino Banfi), l'Altman di Puglia, dopo averci regalato capolavori del tipo 'La dottoressa ci sta col colonnello', o anche 'la liceale nella classe dei ripetenti', è deciso a promuovere il matrimonio gay, fra le benedizioni del centrosinistra, e le telefonate del ministro della Pari Opportunità, la Pollastrini. Tutti a complimentarsi con la sua fiction 'il padre delle spose'. E chi ha protestato, chiedendo che almeno si spostasse in seconda serata, si è visto attaccare il sito dagli hacker, che lo hanno reso inservibile. Sto parlando del sito Cultura cattolica, che ha momentaneamente aperto un blog, su cui potete leggere quanto successo: http://culturacattolica.ilcannocchiale.it/

Chiaramente il blog si è riempito presto di commenti, pro e contro la fiction, pro e contro l'iniziativa di cultura cattolica (che non chiedeva censure, solo un passaggio in seconda serata). Leggeteli. Il più interessante è quello di uno dei gestori della piattaforma 'il cannocchiale', che, come sapete, è associata al Riformista. Ve lo riporto di seguito, specificando che a un certo punto, fra i commenti (non nel testo di chi ha aperto il blog) qualcuno ha parlato di omosessualità come malattia. Commento non censurato, come anche gli insulti ai curatori del blog, ed ai cattolici  in genere. E che ti scrivono quelli de 'Il Cannocchiale'?:

 

Ciao a tutti.

Vorrei ricordare ai responsabili di questo blog che le loro opinioni sono ospitate da una piattaforma, quella de 'Il Cannocchiale', che ha una precisa policy per quanto riguarda tutto ciò che viene pubblicato in ogni singolo blog da essa ospitato.

Questa policy vieta espressamente la pubblicazione di contenuti razzistici, discriminatori e sessisti.

E' già successo che diversi blog ospitati da 'Il Cannocchiale' siano stati chiusi dai responsabili della policy proprio perchè talvolta alcuni di questi blog hanno diffuso opinioni indiscutibilmente discriminatorie, proprio come quella che pretenderebbe di considerare l'omosessualità alla stregua di una malattia.

Vi invito pertanto ad occuparVi di argomenti che abbiano a che fare con la fede, non spetta a Voi fare diagnosi di malattia.

Altrimenti, sarebbe necessaria una legettima segnalazione di 'abuse' alla casella e-mail appositamente predisposta, per far chiudere questo blog.

Cordiali Saluti

Piero Martelletti

 

Basta visitare qualcuno dei blog ospitati dal cannocchiale per vedere che insulti ai cattolici sono ospitati senza problemi. I cattolici sono invitati a occuparsi di argomenti che abbiano a che fare con la fede (e chi l'ha detto che questo non lo sia?), e tutti gli altri sono liberi di sputacchiare sui cattolici. E poi,  si sa, c'è discriminazione e discriminazione.... Quelli di cultura cattolica fanno censure insopportabili se chiedono lo spostamento in seconda serata della fiction, e invece sono nel giusto se censurano selettivamente i commenti a un loro blog. C'è censura e censura, signora mia.....

 

Assuntina Morresi ( www.stranau.it )

 

 

I FATTI

 

La collaboratrice di culturacattolica.it Nerella Buggio ha fatto un articolo sulla fiction di Lino Banfi, chiedendo, tra altre considerazioni, di spostare il programma in seconda serata. La Repubblica ha messo la notizia in prima pagina sul suo sito web, dicendo che «i cattolici della rete contro Banfi» chiedono di «oscurare la fiction omosessuale».

Questo il link

http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/cattolici-contro-banfi/cattolici-contro-banfi/cattolici-contro-banfi.html  

L’esito di questo è stato un attacco verbale e informatico contro il sito culturacattolica.it, per cui ora non è più visibile, nonostante i tentativi dei responsabili del servizio di riparare la situazione.

 

Di seguito l’articolo apparso su www.culturacattolica.it (al momento il sito è oscurato a causa di un attacco hacker)

 

 

Nonno Libero diventa 'Il padre delle spose'

 

Lino Banfi, interprete di Nonno Libero, nella fiction televisiva 'un medico in famiglia', ci ha lentamente abituati con la sua aria sorniona, alle famiglie 'aperte', dove regna l’allegria, la mancanza della mamma è surrogata da nonni e tate premurose, dove il padre si sposa la zia e insieme spariscono per lunghi mesi, lasciando la famiglia nelle mani di questo instancabile nonno, che denigra la scuola libera, inneggia al sindacato come risolutore di tutti i mali e si sposa la consuocera borghese per redimerla.

 

Ora nonno Libero, si lancia in un’altra operazione di 'marketing culturale', con la prossima fiction in onda su RAI UNO, il 20 novembre, in prima serata, dal titolo 'Il padre delle spose', racconta la storia di un padre, pugliese, vedovo, che dopo molti anni che non vede la figlia che vive in Spagna, decide di andare a Barcellona a trovarla e la trova, sposata con un’altra donna.

 

Dopo il rifiuto iniziale del padre tradizionalista, gli autori garantiscono il lieto fine, ci mancherebbe altro, del resto sempre di un matrimonio si tratta, o no?

 

No.

 

Due donne sono una coppia che vive insieme, non basta che una legge dica che anche se dello stesso sesso possono dirsi 'sposate', il matrimonio è un’altra cosa, spiacente, ma le parole hanno un peso e gli impegni che si prendono sono differenti.

 

Lo so, le accuse di razzismo e di grettezza mentale, sono assicurate, persino un vecchio patriarca pugliese si arrende e finisce per accogliere le due donne come figlie e voi vorrete protestare?

 

Beh, io sì. Una cosa è accogliere la figlia lesbica e un’altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa.

 

Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l’idea, che tutte le unioni possono essere equiparate, è una forzatura innaturale.

Redazione DBWeb

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