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Ingredienti per fare un... GREST !

GREST sta per GRuppo ESTivo... √â un'esperienza estiva caratterizzata da una intensa forza educativa, basata sulla convivenza di ragazzi/e di diverse età e animatori che insieme giocano, imparano, lavorano, si divertono con lo stile proprio dell'oratorio... COME SI FA PERCH√â QUESTO SI REALIZZI ?


Ingredienti per fare un... GREST !

da Quaderni Cannibali

del 29 maggio 2006

1. COS’È?

 

GREST sta per GRuppo ESTivo o anche per GRande ESTate.

E’ un’esperienza estiva caratterizzata da una intensa forza educativa, basata sulla convivenza di ragazzi/e di diverse età e animatori che insieme giocano, imparano, lavorano, si divertono con lo stile proprio dell’oratorio. Si differenzia da altre proposte ricreative “laiche” per una sua particolare attenzione alla dimensione religiosa che traspare dal clima educativo, ma anche dalla proposta esplicita di Gesù Cristo nei momenti di riflessione e preghiera, ben armonizzati con il tema e la struttura organizzativa.

La strategia di base sta nel coinvolgimento a tutti i livelli, dei ragazzi che si devono sentire protagonisti di una storia che loro stessi costruiscono giorno per giorno, con la collaborazione di animatori, adulti, genitori.

Il GREST è di per sé un’esperienza unica nel suo genere che va valorizzata al massimo: abbiamo delle opportunità per incontrare ragazzi, genitori, animatori, adulti in un clima educativo del tutto favorevole.

 

 

2. PERCHÉ SIA VERO GREST OCCORRE:

 

-         un ambiente educativo e una presenza che sia educativa;

-         creare il clima adatto perché ciascuno possa sperimentare la gioia dello stare assieme in modo allegro, ricco, costruttivo;

-         attraverso l’armonia delle diverse proposte educative (gioco, lavoro, canto, preghiera…) proporre lo stile di vita che ci è proprio.

 

 

3. COME SI FA PERCHÉ QUESTO SI REALIZZI?

 

Don Bosco nella sua straordinaria intuizione educativa ha messo a sistema alcuni cardini senza i quali l’azione educativa rimane monca:

-         IL SISTEMA PREVENTIVO che coniuga ragione, religione e amorevolezza in una visione armonica della  persona dotata di ragione, affettività, volontà e apertura al trascendente.

-         LO SPIRITO DI FAMIGLIA che favorisce la confidenza, avvicina le generazioni e realizza un clima di fiducia dove le persone possono crescere in libertà e collaborare tra loro.

-         UNA PEDAGOGIA D’AMBIENTE inteso come spazio in cui tutto parla e in cui è possibile sperimentare relazioni ricche di valori improntate a fiducia e dialogo.

-         L’ASSISTENZA-PRESENZA tanto raccomandata da don Bosco, come partecipazione cordiale alla vita dei giovani e alle loro aspirazioni.

-         LA RELAZIONE EDUCATIVA che si realizza all’interno dell’ambiente educativo, esperienza importante nell’itinerario di maturazione dei ragazzi e dei giovani in cui in clima di ascolto e di rispetto si cerca assieme la strada per realizzare la volontà di Dio sulla vita di ciascuno

-         LA VITA QUOTIDIANA, luogo dell’incontro con Dio. L’attenzione ad ogni ragazzo nella concretezza della sua vita.

-         VITA SACRAMENTALE E MARIANA. Nella tradizione salesiana l’Eucaristia e la Riconciliazione sono le colonne fondamentale  di una solida maturazione Spirituale. Maria come aiuto dell’umanità, educatrice e Madre della Chiesa, continua a prendersi cura dei suoi figli.

-         UN LAVORO IN RETE: riuscire a coordinarsi in modo armonico garantisce la sinergia di tutte le risorse attorno al comune progetto educativo

-         UNO STILE: L’AMIMAZIONE intesa non tanto come la capacità di intrattenere i ragazzi e di coinvolgerli nei giochi o nei bans, ma come attenzione alle potenzialità espresse ed inespresse di ciascun ragazzo che vanno scoperte, accolte, sviluppate per il progresso personale e di gruppo.  

 

Questi cardini devono essere conosciuti, condivisi, approfonditi da tutti perché l’azione educativa sia coerente e convergente. Sono gli elementi fondanti la SPIRITUALITÀ GIOVANILE SALESIANA che tutti noi vorremmo respirare a pieni polmoni nei nostri ambienti.

 

 

4. NELLA STESURA DI UNA PROGRAMMAZIONE

 

Una prima equipe (il consiglio del GREST) si ritrova per decidere le modalità generali di conduzione del Grest:

-         Si decide il periodo, l’età dei destinatari, il tipo di pubblicità da fare all’iniziativa;

-         Si scelgono le persone da coinvolgere (animatori e adulti) e i ruoli-chiave (responsabile ultimo, presenza del parroco, della direttrice e il loro tipo di intervento);

-         Si decide il tema chiarendo da subito le finalità che si vogliono raggiungere;

-         Si stendono gli obiettivi più specifici che verranno precisati ulteriormente nelle diverse giornate (molte volte sono già indicati nei sussidi appositi che vanno in ogni caso adattati alla situazione del gruppo);

-         Si pongono le condizioni per creare lo stile educativo tipico del Grest

-         Viene data l’impostazione generale (ambientazione, struttura della giornata, orari, divisione in gruppi, modalità di presentazione della storia, personaggi chiave del racconto…);

-         Si stabilisce la quota di iscrizione e il limite massimo di iscrizioni;

-         Si cerca di stendere un primo preventivo di spese che verrà eventualmente modificato con il consenso del consiglio e viene verificato quanti fondi possono essere messi a disposizione;

-         Tipo di formazione per gli animatori

-         Tutte le opportunità che offre l’oratorio e il territorio

 

 

5. ATTENZIONI DA AVERE

 

-         Fare molta pubblicità, dare visibilità all’iniziativa soprattutto fuori oratorio.

-         Sviluppare una tematica che serva da filo conduttore delle varie attività e fare in modo che ogni proposta sia in armonia con il tema scelto (niente deve stare fuori)

-         Fare attenzione alle diverse fasce di età

-         Coinvolgere il più possibile i genitori, altre persone,

-         Proporre attività manuali  che accontentino le diverse fasce di età, attenzione soprattutto ai ragazzi/e della scuola media

-         Anche le uscite siano in tema

-         Ogni animatore dovrà studiarsi bene il programma e ancor più deve entrare nella dinamica stabilita dal tema. Ognuno deve sentirsi valorizzato per quello che può dare.

-         Curare molto i momenti di preghiera, non devono assolutamente esser improvvisati o banali. E’ un momento particolarmente delicato in cui i ragazzi possono imparare a pregare. Non è un momento facile da gestire, e va studiato con cura.

-         Non deve mancare il momento formativo da offrire con modalità diverse a seconda dell’età dei ragazzi e degli animatori che si hanno. Non può essere affidato solo alla direttrice in un momento assembleare. Va pensato bene, vissuto nei piccoli gruppi e proposto con una certa regolarità (di solito i sussidi propongono buone iniziative)

 

 

6. GLI ANIMATORI

 

La riuscita del Grest dipende quasi esclusivamente dalla disponibilità e dalla preparazione di questi educatori. I giovani si lasciano facilmente coinvolgere.

La formazione che deve essere garantita in ogni caso e dovrebbe essere di due livelli:

- formativa sullo stile educativo (vedi paragrafo 2) che deve comprendere anche una verifica a

  questo livello

- organizzativa

La formazione degli animatori fatta a Bardolino, a Udine o in altri posti, è un momento di grande carica per tutti. Non si può partire senza un momento formativo particolarmente intenso, coinvolgente, che scalda il cuore.

 

Gli animatori sono in un certo senso i destinatari-protagonisti. E’ un’esperienza formativa soprattutto per loro, è necessario perciò avere nei loro riguardi una grande attenzione.

 

E’ importante che per loro si definiscano bene i ruoli a seconda delle abilità di ciascuno (animatori dei gruppi, dei giochi, dei bans-danze, della preghiera, delle attività manuali, delle gite, chi suona e fa cantare, dell’accoglienza, delle scenografie, della pubblicità, del giornalino, del reclutamento materiale, del teatro…).

 

 

7. LA PRESENZA EDUCATIVA

 

Ancora una parola per gli animatori: devono tener presenti i seguenti suggerimenti:

-         Non si può essere animatori se non si è abbastanza maturi, disponibili, capaci di collaborare con gli altri, con i responsabili, con il parroco. Esistono anche gli aiuto-animatori

-         Essere aperti alla preghiera, alla volontà di Dio, alla sua presenza nel quotidiano

-         Ogni lavoro di educazione deve tener conto del mondo dei ragazzi, con le sue regole, i suoi pregi e i suoi difetti. E amarlo!

-         L’educazione deve diventare allora presenza: i ragazzi ci seguiranno se riusciremo ad essere dei punti di riferimento sani per loro, magari dei modelli, ma soprattutto se sapremo amarli concretamente e pazientemente.

-         Educare vuol dire essere collaboratori vicinissimi di Dio nella sua opera creatrice e liberatrice. L’assistenza continua attinge la sua energia da questa convinzione.

-         La responsabilità che ad ogni animatore viene data è un segno di fiducia, ma occorre coltivarla e dimostrarla. Ci sono affidate delle persone umane e non c’è niente di più prezioso di una persona umana…

-         La puntualità, la precisione, la qualità devono essere doti quotidiane dell’animatore.

-         Nel Grest devono regnare veramente la gioia, la corresponsabilità, l’impegno, la fantasia, l’entusiasmo, la creatività, l’amore: pena il decadimento e lo scoraggiamento.

-         E’ facile che gli animatori che sono amici tra loro… facilmente si appartino o si formino le famose coppiette. Va considerato seriamente questo fenomeno e affrontato da parte dei responsabili con maturità e saggezza.

 

E’ utile che ogni animatore abbia in mano il sussidio e il programma dettagliato del Grest.

E’ utile anche che il gruppo animatori sia animato a sua volta da un responsabile, in modo che sia sempre più affiatato e coinvolto in tutto. Strategici sono gli incontri per gli animatori all’inizio o a fine giornata o a fine settimana.

 

 

8.  LA STRUTTURA DELLA GIORNATA

 

Ogni oratorio decida come fare. Non devono mancare in ogni caso:

- l’accoglienza con canti e bans,

- il saluto del prete o della suora o del responsabile (meglio se a turno)  

- la preghiera iniziale con il lancio del tema

- le scenette,

- il momento formativo (magari di gruppo),

- i giochi,

- i laboratori,

- la merenda,

- i bans e i canti,

- il cerchio finale e la breve preghiera.

Fondamentale è la festa finale che raccoglie l’esperienza di tutto il periodo e che va preparata durante tutto il Grest. Altre feste serali con i genitori possono essere proposte durante il periodo del GREST con modalità diverse a seconda delle forze e della fantasia.

 

 

9. I SUSSIDI

 

Ce ne sono di vario tipo più o meno ricchi, più o meno “cristiani” , vanno scelti dopo una lettura seria, e non in base alla copertina o al numero delle pagine. A volte quello che piace a noi FMA non piace molto ai ragazzi o viceversa… Conviene sempre individuare sussidi che portino avanti una storia avvincente e che abbiano un certo spessore educativo. Attenzione: non dimenticare il tema pastorale dell’anno!

Ognuno poi dovrà personalizzarlo e, per i più bravi costruirlo da capo con la collaborazione di tutti!

 

 

 

SUSSIDI

Per la formazione degli animatori:

 

il testo più semplice da usare e abbastanza completo è:

Animando s’impara. Strumenti di formazione per giovani animatori, ELLEDICI, 2001.

 

Se si clicca su www.donboscoland.it nella sezione materiali, si troveranno tante voci sulla spiritualità dell’ animatore e materiale di animazione.

Vedi anche www.qumran2.net ciccando su Aree testi.

 

Ogni sussidio che si rispetti ha anche una parte formativa per gli animatori, va presa in considerazione.

sr Anna Peron

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