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Il Rosario: un tesoro da riscoprire (parte2)

Prima di passare a trattare il “come” si può recitare il Rosario in modo tale che diventi preghiera, occorre mettere a fuoco alcune idee-forza che conferiranno una maggior profondità e ampiezza ai vari metodi che saranno suggeriti in seguito


Il Rosario: un tesoro da riscoprire (parte2)

 

del 06 maggio 2013

 

 

IL ROSARIO E’..... ALCUNE IDEE-FORZA

Prima di passare a trattare il “come” si può recitare il Rosario in modo tale che diventi preghiera, occorre mettere a fuoco alcune idee-forza che conferiranno una maggior profondità e ampiezza ai vari metodi che saranno suggeriti in seguito.

 

Il Rosario è una sintesi di tutto il Vangelo.

Ad ogni decina di Ave Maria è premessa l’enunciazione di un ‘mistero’, cioè di un avvenimento , di un fatto della vita di Gesù, di Maria o della Chiesa. La parola MISTERO dice che questi fatti non sono fatti qualsiasi, ma si portano dentro una carica di salvezza: sono momenti di “storia sacra” particolarmente significativi (basti pensare alla nascita di Gesù, alla sua morte e risurrezione, alla Pentecoste...) e in qualche modo legati anche alla mia storia personale. Anch’io sono coinvolto in questa salvezza che Gesù, figlio di Maria, ha introdotto nel mondo.

Ora, attraverso le varie decine, sono messo di fronte a questi fatti, dal momento in cui Gesù si è fatto uomo nel grembo di Maria fino all’incontro definitivo con Dio. In breve viene presentata tutta la “Buona Notizia” nei suoi momenti salienti per cui davvero il Rosario è il compendio di tutto il Vangelo.

Ecco il giudizio di un teologo dei nostri tempi: “Il Rosario è l’unica preghiera che con la preghiera a Maria intreccia tutto ciò che è storia di salvezza: la riattualizzazione dei misteri della vita di Gesù, la sua giovinezza, la conclusione della sua vita pubblica nella passione, morte e risurrezione, in cui coinvolge anche Maria come segno della Chiesa” (von Balthasar).

La Lettera del Papa passa in rassegna questi “misteri”

 

§    Misteri della gioia:

“il ciclo dei ‘misteri gaudiosi’ è caratterizzato dalla gioia che irradia dall’evento dell’Incarnazione. Ciò è evidente fin

o   dall’Annunciazione, dove il saluto di Gabriele alla Vergine di Nazareth si riallaccia all’invito alla gioia messianica: “Rallegrati, Maria”. A questo annuncio approda tutta la storia della salvezza, anzi, in certo modo, la storia stessa del mondo.

o   All’insegna dell’esultanza è poi la scena dell’incontro con Elisabetta, dove la voce stessa di Maria e la presenza di Cristo nel suo grembo fanno ‘sussultare di gioia’ Giovanni.

o   Soffusa di letizia è la scena di Betlemme, in cui la nascita del Bimbo divino, il Salvatore del mondo, è cantata dagli angeli e annunciata ai pastori proprio come una grande gioia

o   Ma già i due ultimi misteri, pur conservando il sapore della gioia, anticipano i segni del dramma. La presentazione al tempio registra la profezia del ‘segno di contraddizione’ che il Bimbo sarà per Israele e della spada che trafiggerà l’anima della Madre.

o   Gioioso e insieme drammatico è pure l’episodio di Gesù dodicenne al tempio. La rivelazione del suo mistero di Figlio tutto dedito alle cose del Padre è annuncio di quella radicalità evangelica che pone in crisi anche i legami più cari dell’uomo, di fronte alle esigenze assolute del Regno. Gli stessi Giuseppe e Maria ‘non compresero le sue parole’.

 “Meditare i misteri “gaudiosi” significa così entrare nelle motivazioni ultime e nel significato profondo della gioia cristiana. Significa fissare lo sguardo sulla concretezza del mistero dell’Incarnazione e sull’oscuro preannuncio del mistero del dolore salvifico. Maria ci conduce ad apprendere il segreto della gioia cristiana ricordandoci che il cristianesimo è anzitutto gioia e ha il suo centro nella persona del Cristo. (n. 20)

 

§    Misteri del dolore:

E’ qui il culmine della rivelazione dell’amore ed è qui la sorgente della nostra salvezza. Il Rosario sceglie alcuni momenti della Passione, inducendo l’orante a fissarvi lo sguardo del cuore e a riviverli.

o   Il percorso meditativo apre con il Getsemani, dove Cristo vive un momento particolarmente angoscioso di fronte alla volontà del Padre: “Non sia fatta la mia, ma la tua volontà”

o   E quanto questa adesione alla volontà del Padre debba costargli emerge dai misteri seguenti: la salita al Calvario, con la flagellazione, la coronazione di spine, la morte in croce.

I misteri del dolore portano il credente a rivivere la morte di Gesù ponendosi sotto la croce accanto a Maria, per penetrare con Lei nell’abisso dell’amore di Dio per l’uomo e sentirne tutta la forza rigeneratrice. (n. 22)

 

§    Misteri della gloria

Nella contemplazione del volto di Cristo Risorto il cristiano riscopre le ragioni della propria fede e rivive la gioia non soltanto di coloro ai quali Cristo di manifestò, ma anche la gioia di Maria, che dovette fare un’esperienza non meno intensa della nuova esistenza del Figlio glorificato.

o   A questa gloria che con l’Ascensione pone il Cristo alla destra del Padre Ella stessa sarà sollevata con l’Assunzione.

o   Coronata infine di gloria, Ella rifulge quale Regina degli Angeli e dei Santi

o   Al centro di questo percorso di gloria, il Rosario pone la Pentecoste che mostra il volto della Chiesa quale famiglia riunita con Maria, ravvivata dall’effusione potente dello Spirito. La contemplazione di questo deve portare i credenti a prendere coscienza sempre più viva della loro esistenza nuova in Cristo all’interno della Chiesa.

I misteri gloriosi alimentano nei credenti la speranza della meta escatologica verso cui sono incamminati e ciò non può non spingerli ad una coraggiosa testimonianza di quel lieto annuncio che dà senso a tutta la loro esistenza. (n. 23)

 

Le persone che recitano il Rosario conoscono bene questi 15 misteri (il numero 150 Ave Maria corrispondono a quello dei 150 salmi della Bibbia).

Il Papa Giovanni Paolo II spalanca sul Rosario una nuova finestra, suggerendo ai fedeli e alla Chiesa i

§    Misteri della luce

Volendo indicare alla comunità cristiana 5 momenti significativi di questa fase della vita di Cristo, ritengo che essi possano essere opportunamente individuati nel

o   Battesimo al Giordano: qui, mentre il Cristo scende nell’acqua il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto.

o   Mistero di luce è l’inizio dei segni a Cana, quando Cristo, cambiando l’acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie all’intervento di Maria

o   Mistero di luce è la predicazione con la quale Gesù annuncia l’avvento del Regno di Dio e invita alla conversione

o   Mistero di luce è la Trasfigurazione: la gloria della divinità sfolgora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione

o   Mistero di luce è l’istituzione dell’Eucarestia, nella quale Cristo si fa nutrimento con il suo corpo e il suo sangue sotto i segni del pane e del vino

In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane nello sfondo, ma la funzione che svolge a Cana accompagna tutto il cammino di Cristo. “Fate quello che vi dirà” è l’ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di tutti i tempi e costituisce lo sfondo mariano a tutti i ‘misteri della luce’. (n.21)

 

Ecco la motivazione a questo ampliamento dei misteri del Rosario:

“Ritengo che, per potenziare lo spessore cristologico del Rosario, sia opportuna un’integrazione che gli consenta di abbracciare anche i misteri della vita pubblica di Cristo tra il Battesimo e la Pentecoste. È negli anni della vita pubblica che il mistero di Cristo si mostra a titolo speciale quale mistero di luce e affinché il Rosario possa dirsi in modo più pieno “compendio del Vangelo” è conveniente che la meditazione si porti anche su alcuni momenti particolarmente significativi della sua vita pubblica” (cfr. n.19).

 

 

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