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I bambini “dannati” del Congo, accusati di stregoneria

Ritenuti responsabili di malattie e povertà vengono cacciati dalle famiglie e sottoposti a torture e riti crudeli dalle “Chiese del risveglio” che prosperano con il business degli esorcismi.


I bambini “dannati” del Congo, accusati di stregoneria

del 12 febbraio 2014

 

 

 

A Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, 40 mila bambini vivono da sbandati, in strada. L’80% di loro è stato cacciato dalla stessa famiglia di appartenenza dopo essere stato accusato di stregoneria. Un fenomeno inquietante che ha registrato un vero e proprio boom negli ultimi anni. Colpa anche della grave crisi economica e sociale del Paese e di superstizioni che vengono cavalcate dai pastori delle cosiddette “Chiese del risveglio”. Ai bambini “stregoni” è dedicato un reportage di Caroline Six (corredato dalle “violente” foto di Gwenn Dubourthoumieu) pubblicato dalla rivista Africa.

 

Queste pseudo chiese, di ispirazione cristiana, alimentano le credenze popolari e prosperano con il business degli esorcismi. Le famiglie schiacciate da  povertà, disoccupazione, malattie e morti finiscono spesso per affidarsi a predicatori che “individuano nei bambini la causa di ogni male”. “I bambini – si legge nell’articolo, - additati come demoni, diventano degli incubi per le famiglie”, così pericolosi che i loro stessi congiunti decidono di sbarazzarsi di loro.

 

Per essere sospettati di essere stregoni basta poco: il sonno agitato, lo stomaco gonfio, un comportamento avventato. O ancora una malattia come l’epilessia o una disabilità. Ma questi “indizi” da soli non bastano. La parola finale spetta a un’autorità religiosa. A pseudo preti e guaritori che dicono di veder tutto del bambino: “la sua anima, la sua natura e perfino il colore della sua biancheria intima”. La confessione viene estorta a forza, con vere e proprie torture: lunghi digiuni, purghe, bruciature con cera rovente. Poi si procede con l’esorcismo.

 

Sono rituali “sconvolgenti” come affermano gli autori dell’articolo, che hanno assistito ad alcuni di essi. “I corpi dei bambini vengono unti con benzina e sale grosso. – dicono – la purificazione viene eseguita incidendo dei tagli simbolici tramite un machete”. Nella “sala operatoria spirituale”, si consuma una vera truffa: il prete “aspira il maligno” dal ventre del bambino con le labbra e sputa pezzi di carne che aveva nascosto precedentemente in bocca.

 

Ogni mese 650 bambini finiscono in strada, molti con l’accusa di stregoneria, denuncia Remy Mafu, presidente del Reejer, rete di associazioni che si occupa di questa problematica. La superstizione è molto radicata, persino molti operatori che lavorano nei centri per i minori di strada ci credono. Nella Repubblica Democratica del Congo l’accusa di stregoneria è illegale. A Kinshasa è stata istituita una commissione per far rispettare la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo. Un tribunale che fino a questo momento è rimasto del tutto inattivo. Intanto “una moltitudine di piccoli dannati” è condannata a vivere nel terrore.

 

 

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