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E tu come e cosa scegli?

In un certo senso l'educatore deve essere come la segnaletica stradale in buone condizioni, quella che ti permette di fare strada con sicurezza ma in autonomia, certi che le risorse non mancano agli adolescenti.


E tu come e cosa scegli?

 

del 15 novembre 2013

«Trovarsi ad un bivio e dover scegliere dove andare senza avere indicazioni chiare è un problema per tutti, figuriamoci per un'adolescente come me che vive in mezzo ad una tempesta di dubbi, domande, problematiche». Così Alessandra scrive all'inizio di un tema di Italiano al terzo anno di liceo, nel quale le si chiedeva di riflettere sulla capacità e la libertà di scelta al giorno d'oggi. C'è anche chi, alla stessa età, dinanzi ad un bivio riesce a mettere in campo le migliori intuizioni e intenzioni come Luciano: «Quando devo fare una scelta, penso a ciò che potrebbe essere non utile, ma un bene per me, perché spesso ciò che si mostra utile, facile, conveniente, poi risulta un male. Quindi scelgo ciò che è un bene per me, però pensando pure se questo bene non sia un male per gli altri, poiché non posso solo pensare a me stesso».

 

 

Quali sono le scelte dinanzi a cui si trovano questi ragazzi? Posta questa domanda ad una classe, c'è chi risponde "continuare a studiare senza una prospettiva di futuro", chi invece scrive "scegliere con quale dei miei genitori andare a vivere dopo la loro separazione", chi riflette sul "lasciare la persona che si ama per il suo bene"; un altro parla della "scelta di rispettare e perdonare anche coloro che non lo trattano bene" e un altro ancora "di non cambiare classe affrontando e superando i problemi"; una ragazza si pone dinanzi alla scelta "dei miei veri amici e di chi mi vuole bene veramente e non per interesse" e un'altra ha dovuto "scegliere tra una storia con una persona o un rapporto di amicizia". «Davanti ad un bivio della vita - dice Graziella - tendo sempre a confrontarmi con qualcuno, a seconda di cosa mi si pone innanzi. Se è una scelta importante e mi trovo in difficoltà, chiedo consiglio a qualcuno, poiché è utile farlo e in famiglia ho trovato sempre le migliori risposte».

 

 

Infatti, piccoli o grandi bivi, lo sono pur sempre e nessuna tra le questioni suddette è secondaria o da banalizzare. Dire ad un adolescente che non sono questi i problemi della vita, sarebbe un enorme errore educativo, significherebbe chiudere il rapporto di fiducia o non aprirlo mai, così come dire dinanzi ad una richiesta di confronto "poi ne parliamo, ho altro da fare, ci sono cose più importanti per ora". Non si tratta di sostituirsi e fare le scelte al loro posto, né di invadere il campo, bensì di esserci in modo significativo e discreto allo stesso tempo; in un certo senso l'educatore deve essere come la segnaletica stradale in buone condizioni, quella che ti permette di fare strada con sicurezza ma in autonomia, certi che le risorse non mancano agli adolescenti e Graziella ce lo dimostra: «La scelta più importante della mia vita, fino a questo momento, è forse quella di rimanere me stessa, non cambiare per piacere agli altri. Le miei idee, i miei valori, le mie passioni fanno ciò che sono e non sarei più io se vi rinunciassi. Io non voglio essere solo una goccia nel mare come tante altre, io desidero essere un fiume in piena».

 

 

Marco Pappalardo

 

 

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