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Carestia in Somalia, oltre 250 mila morti

La metà sono bambini al di sotto dei cinque anni. Lo rivela uno studio di Fao e Fewsnet, da cui si trae "un'immagine della reale enormità di questa tragedia umana”


Carestia in Somalia, oltre 250 mila morti

 

del 14 maggio 2013

 

 

NAIROBI – Circa 258 mila somali, metà dei quali bambini al di sotto dei cinque anni, sono morti recentemente a causa della grave carestia che continua a devastare la nazione del Corno d’Africa. Secondo un nuovo studio condotto dall’Organizzazione Mondiale per il Cibo e l’Agricoltura (FAO) e la Rete dei Sistemi di Allarme della Carestia (Fewsnet), il bilancio dei morti emerge dalla persistente insicurezza alimentare che ha tormentato la nazione devastata dalla guerra. Lo studio afferma che soltanto nella Somalia centrale e meridionale, il 4,5 per cento della popolazione è morta lo scorso anno. “Con la competenza settoriale di due rinomate istituzioni, abbiamo ora un’immagine della reale enormità di questa tragedia umana,” afferma Mark Smulders, economista senior per la Fao. “Le lezioni che si traggono da questa esperienza aiuteranno la comunità internazionale, insieme alla gente della regione, a costruire un futuro più forte e sicuro.”

Secondo quanto riferito dagli autori, lo studio fu commissionato per quantificare la mortalità attribuibile all’insicurezza alimentare grave e alla carestia, così come i luoghi ed i periodi dove la maggior parte di queste morti sono avvenute. Le principali aree di studio includevano tutta la Somalia meridionale e centrale, che era stata maggiormente colpita dalle siccità del 2010-11, la risultante crescita dei prezzi dei prodotti alimentari primari e limiti agli accessi umanitari. Lo studio ha inoltre preso nota dell’alto tasso di mortalità fra i nuovi rifugiati che arrivano nei campi di Dadaab, Kenya e Dollo Ado, Etiopia. Lo studio osserva che il tasso di mortalità, il quale include le morti risultanti dal conflitto, è il doppio del tasso di mortalità medio osservato nell’Africa sub-Sahariana. Osserva inoltre che rispetto alla carestia del 1992 in Somalia, nella quale fu calcolato che morirono 220 mila persone in 12 mesi, il bilancio dei morti per i recenti eventi era più alto. Tuttavia, la carestia del 1992 è considerata più grave in quanto spazzò via una grossa percentuale della popolazione.

La carestia mortale è stata attribuita principalmente ad una serie di fattori. In primo luogo, l’anno precedente a quello in cui fu dichiarata la carestia è stato il più secco nel Corno d’Africa in 60 anni. Il risultato è stato la morte diffusa del bestiame ed il più scarso raccolto dalla guerra civile del 1991-94. Va anche ricordato che il livello di assistenza umanitaria portato in Somalia durante il 2010 e la maggior parte del 2011 è stato molto basso, in particolare se paragonato al 2008/09 quando gli aiuti alimentari costituivano una porzione significativa delle scorte nazionali di cereali. A causa dell’aumento dell’insicurezza, gli aiuti umanitari non hanno potuto raggiungere numerose aree. “Di conseguenza, mentre la siccità rendeva sempre più famiglie dipendenti dai mercati, la riduzione delle scorte rendeva i prezzi degli alimenti relativamente alti. Per milioni di somali, già indeboliti dall’insicurezza alimentare cronica e dai persistenti livelli di malnutrizione acuta, lo shock è stato catastrofico”, afferma lo studio. (Traduzione di Sara Marilungo)

 

Redattore Sociale

 

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