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Capitolo 6

La saggia madre - I figli obbedienti - Il ritorno dal mercato - Il rendiconto.


Capitolo 6

da Memorie Biografiche

del 02 ottobre 2006

Si legge nel libro dei Proverbi: “Dalle inclinazioni del fanciullo si riconosce se le opere di lui siano per essere pure e rette. Istruisci il tuo figliuolo, ed egli ti recherà consolazione e sarà la delizia dell'anima tua. L'orecchio che ascolta, e l'occhio che vede, amendue sono opera del Signore”. Vegliate adunque, o genitori, per la sua gloria sulle vostre famiglie.

Margherita vigilava perciò continuamente sopra la condotta de’ suoi figliuoli. La sua sorveglianza tuttavia non era uggiosa, sospettosa, recriminatrice, ma quale la vuole il Signore, continua, prudente, amorevole. Studiavasi di render loro sempre cara la compagnia della mamma, avviandoli con dolcezza all'obbedienza e mettendo in pratica l'avviso dell'Apostolo: “Non provocate ad ira i vostri figliuoli; ma allevateli nella disciplina e nelle istruzioni del Signore”.

Non si infastidiva pei loro clamorosi sollazzi, anzi vi prendeva parte ella stessa, e loro ne suggeriva dei nuovi. Rispondeva con pazienza alle loro infantili e talora seccanti ed insistenti domande; e non solo li udiva volentieri a parlare, ma li faceva parlar molto, sicchè veniva a conoscere tutti i pensieri che essi svolgevano nelle loro tenere menti, tutti gli affetti che cominciavano a scaldare i loro piccoli cuori. I figli, innamorati di tanta bontà, non avevano segreti per lei, che sapeva trovare mille industrie amorose per adempiere degnamente il suo nobile uffizio.

In quei tempi non era cosa insolita trovare nelle case dei contadini più agiati la Storia Sacra o il leggendario dei Santi. Qualche buon vecchio a Capriglio soleva leggerne alcune pagine nella sera della domenica alla famiglia radunata, nella stalla se era d'inverno, o sotto il pergolato nell'aia se d'estate o d'autunno. Quindi mamma Margherita aveva ritenuto a memoria molti esempi tratti dalle S. Scritture o dalla vita dei Santi, riguardanti premi che dà il Signore ai figli obbedienti, e castighi coi quali punisce i figli disobbedienti; e spesso li narrava a' suoi piccolini, dei quali sapeva eccitare la curiosità e trarre a sè l'attenzione. In modo speciale sapeva tratteggiare, descrivendo al vivo, la fanciullezza del divin Salvatore, sempre obbediente alla sua SS. Madre, e presentarlo come modello di umiltà ai giovanetti.

Tutti sanno quanto i fanciulli siano avidi di racconti e quanta impressione facciano sul loro animo. A questo modo. Margherita si rendeva tanto padrona della volontà dei figli e più tardi di quella dei nipoti, che una sola sua parola era prontamente obbedita e con amore indicibile. Abbisognando di qualche piccolo servizio, come aver legna, andar per acqua, provvedere un po' d'erba o paglia per gli animali, pulire qualche pavimento, bastava facesse cenno ad uno, perchè corresse anche l'altro.

Era riuscita eziandio ad ottenere da' suoi figliuoli due cose, che a molti padri e a molte madri sembrerebbero assai difficili. Non voleva assolutamente che si associassero, senza suo permesso, a persone che non conoscevano, e che uscissero di casa, senza aver prima chiesta ed ottenuta licenza da lei. Talora le venivano attorno dicendo: - Mamma, è arrivato il tal compagno e ci chiama; possiamo andare a giuocare con lui? - Se rispondeva di sì, correvano allegri a divertirsi e a passeggiare per la collina. Alcune volte rispondeva con un no schietto, e allora non osavano neppure di affacciarsi alla soglia della casa, ma si fermavano egualmente contenti in quella stanza ove si trovavano, e parlando fra di loro sottovoce si divertivano con quei piccoli giuochi, che si erano fabbricati o che la mamma aveva comperati sul mercato. La mamma talvolta era andata alla campagna, ed essi, interrogati dai vicini sopravvenuti, perchè in una giornata di così bel sole non fossero usciti di casa o perchè stessero così quieti e buonini, rispondevano sempre: - Per non disgustare la mamma.

Avvezzati ad ubbidire per amore, la madre avrebbe potuto viver tranquilla eziandio quando era costretta per i bisogni della famiglia a recarsi ai mercati di Castelnuovo, il giovedì di ogni settimana, per vendere i prodotti del campo e dei pollaio, o per comprare drappi, tele ed altri oggetti per uso domestico. Tuttavia essa aveva troppo cara la loro innocenza, e sapeva come un leggier soffio di male basta per appannarla. Quindi prima di partire, dati loro i debiti avvisi, non mancava mai di pregare la nonna a volerli tener d'occhio.

I giovanetti, studiandosi di non far cosa che potesse dar dispiacere alla mamma, aspettavano ansiosamente il suo ritorno, tanto più che loro prometteva sempre che avrebbe recato seco per regalarli un pane benedetto. Per fanciulli di quell'età e condizione, pareva gran cosa quel regaluccio.

Quindi dall'alto della collina si ponevano in vedetta, e quando la mamma stanca, sudata, polverosa spuntava in fondo al sentiero, pel quale salivasi alla casa, tutti le volavano incontro e stringendosele intorno: - Il pane benedetto, il pane benedetto! - andavano ripetendo. E la mamma arrestava il passo, sorrideva, ed esclamava: - Che premura! Che furia! Attendete un momento; un po' di pazienza; permettetemi di andar prima in casa e di posare questo pesante canestro; per carità lasciatemi prendere un po' di fiato. - Ed essi saltellando la seguivano in cucina. Quivi assidevasi, e, attorniata da' fanciulli, toglieva dal canestro il pane benedetto. I fanciulli tendevano le mani: - A me, a me! - Ma la mamma: - Zitti, adagio; vi darò questo pane, ma prima ho bisogno che mi diciate come avete passata la giornata. - E i giovanetti attendevano silenziosi per rispondere alle interrogazioni che loro venivano mosse singolarmente. Ad uno per es. chiedeva: - Sei stato alla tale cascina, come ti avevo raccomandato, per domandare quella semente e quell'utensile? Che cosa ti hanno detto? Che cosa hai risposto? - E poi al secondo: - Hai fatto quella commissione, della quale ti aveva incaricato, se fosse venuta a casa nostra quella buona vicina? E in che modo l'hai eseguita? - E a tutti: - La nonna vi ha chiesto nessun servigio? Siete stati pronti ad obbedire? Le avete dato nessun motivo di gridare? Dei fanciulli del vicinato è venuto nessuno a visitarvi? E di che cosa vi siete intrattenuti con essi? In che modo avete occupata la giornata? Fra voi ci fu buona armonia? Avete recitato l'Angelus a mezzogiorno? - Con queste e simili interrogazioni si facea render conto esatto di tutto il loro operare e direi quasi persino dei loro pensieri. In mezzo a questi dialoghi i fanciulli narravano gli aneddoti accaduti con ogni menoma circostanza. Intanto la buona madre, sempre amorevole, sempre serena ad ogni risposta, faceva la sua osservazione prudente, che dovesse servir di regola per l'avvenire. - Così va bene, rispondeva all'uno: benissimo detto. Un po' più di pazienza, un po' più di cortesia, rispondeva all'altro. Questo non va; un'altra volta sta più attento. Non vedi che è una bugia e le bugie dispiacciono al Signore? - Ovvero all'udire che erano stati obbedienti concludeva: - Sì, sono contenta; trattate bene la nonna e Dio vi ricompenserà. - Così, alla stregua della legge di Dio e delle oneste costumanze, li assuefaceva a giudicare della convenienza o sconvenienza delle loro azioni, e quindi a guardarsi nell'avvenire dai difetti nei quali erano caduti. Dopo le ammonizioni e le lodi, finalmente dava loro in premio un pezzo di pane benedetto, che veniva divorato subito con tutta divozione.

Con simili maniere li interrogava sempre tutte le volte che li incontrava, dopo essere stata qualche tempo, anche una sola ora, senza vederli, sia che ella si fosse recata in campagna, sia che i figli per qualche motivo si fossero allontanati da casa; e un avviso o un consiglio dato all'uno o all'altro de’ suoi cari figliuoli era il frutto di quelle interrogazioni. Continuò questa saggia costumanza finchè non furono uomini fatti.

I figli, educati a questo modo, crescevano ben costumati, contegnosi, guardinghi in ciò che facevano; e se talora commettevano qualche sbadataggine, erano i primi essi ad accorgersene, a riconoscerne la colpa e a proporre di essere un'altra volta più attenti. Giovanni intanto, che in suo cuore ruminava ogni parola della madre e di ogni sua azione stampava in mente la memoria, senza accorgersene faceva suo per l’avvenire quest'ottimo sistema di amorevolezza e di sacrifizio nell'educazione. Lo Spirito di ardore e di carità, inspiratore dei libri sapienziali, fra i dolcissimi inviti coi quali cerca di attirare a sè la figliale attenzione delle anime, interrompendo la serie de’ suoi ammaestramenti, ha pure queste care parole: - Figliuolo, dammi il tuo cuore; e gli occhi tuoi siano intenti alle mie vie. - E Bosco prese questo motto, e mille volte lo abbiamo udito ripetere dalle sue labbra che ci invitavano al bene. E abbiamo veduta riprodursi in lui eroicamente quella continua vigilanza, quell'amore di star quanto più poteva in mezzo a' suoi giovanetti, quella pazienza di dar ascolto a tutte le parole che gli indirizzavano, e quel premuroso e prudente interrogare, col quale invitava i suoi amici a rendere conto della propria condotta, di che gli era stata maestra la diletta sua madre.

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