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Capitolo 19

Dalla mamma Giovanni apprende l'amore alla virtù e lo zelo per impedire l'offesa di Dio e procurare la salute delle anime.


Capitolo 19

da Memorie Biografiche

del 06 ottobre 2006

La fermezza di carattere di Margherita non si può comprendere, nè degnamente descrivere, se non da chi la conobbe davvicino. Ella aveva dichiarato guerra perpetua ed implacabile contro il peccato. Nè solo aborriva essa ciò che era male, ma studiavasi di impedire l'offesa del Signore eziandio presso coloro che non le appartenevano. Quindi era sempre all'erta contro lo scandalo, prudente e risoluta a costo di qualunque sacrifizio.

Alcune volte i contadini di qualche frazione di quella borgata, desiderosi di darsi un po' di spasso e far quattro salti, mandavano in cerca di un organino. Come lampo si spargeva la notizia di masseria in masseria, e la gente uscita di casa gridavasi da una collina all'altra: - Andiamo al ballo, andiamo al ballo! - A quell'allegro vociare, al suono dell'organino, che si spandeva per l'aria sopraggiungendo la sera, i figli di Margherita correvano a lei: - Mamma, andiamo anche noi. - Essi non pensavano ad altro che al chiasso ed alla musica. Margherita però, accogliendoli col suo sorriso consueto, diceva loro: - State qui fermi ed aspettatemi; vado io a vedere che cosa c'è di nuovo. - Se vedeva un'accolta di oneste persone e che trattavasi di una ricreazione alla buona, senza ombra di male, ritornava dicendo ai figli: - Andate pure! - Ma se avea osservato una sconvenienza, fosse pure minima, la risposta era perentoria: - Questo divertimento non fa per voi.

- Ma... ma... ma...

- Non c'è ma che tenga. In nessun modo io voglio che sdruccioliate all'inferno. Avete capito? - I figli contrariati per un istante restavano silenziosi; ma la buona mamma, chiamatili intorno a sè, incominciava a raccontare qualche istoria così sorprendente e ben intrecciata di guerrieri e di castelli, da vincere in fantasia lo stesso Ariosto. Esponeva così bene quelle strane avventure, che i figli si dichiaravano più contenti di trovarsi lì ad udir lei, che se fossero stati soddisfatti nella loro domanda. Inoltratasi la sera, Margherita concludeva: - Su, andiamo a dormire; ma prima recitiamo una preghiera per chi morrà questa notte, acciocchè non vada perduto. - Queste parole faceano un effetto magico e salutare sull'animo di quei fanciulli.

Ella poi prendevasi tale cura delle ragazze, da parere ne avesse fatto generoso proponimento. Se incontrava per via certe poverelle colle vesti a brani e non sufficienti, loro si avvicinava, e: - Non arrossite del vostro angelo custode che vi sta al fianco? Non sapete che egli si copre il volto colle mani e si vergogna di avervi in custodia?

- Ma noi siam povere, e nessuno si prende cura di darci o mutarci i vestiti.

- Or bene, venite con me - e le conduceva a casa sua, si metteva loro dattorno, rappezzava quelle vesticiuole, vi aggiungeva qualche pezzo di tela o di panno tanto che bastasse, e le rimandava con Dio, non essendo più le ributtanti persone di prima. Benchè costretta a lavorare da mane a sera per

provvedere la famiglia del necessario, non avea timore di perdere un tempo assai notabile in quest'opera di carità.

In modo particolare cercava di fare del bene a quelle povere creature, che sospettava trovarsi in qualche pericolo. Ora dava loro del pane, ora preparava per esse la polenta, ora le regalava di qualche frutto, ora metteva in serbo per affezionarsele quel companatico, del quale sapeva essere ghiotte. Le invitava a venire in casa sua tutte le volte si fossero trovate in bisogno, le accoglieva come una madre accoglie le proprie figliuole, le soccorreva generosamente in quel miglior modo che le era possibile, e non le congedava mai senza qualche opportuno consiglio. Soprattutto vegliava che non frequentassero la compagnia di persone di altro sesso, e per separarle usava tante arti così fine e delicate, che sarebbe cosa troppo lunga discorrerne. Era tutt'occhio, specialmente nelle veglie invernali. Non precipitava però mai nel dare un avviso, ma attendeva l'opportunità per poter parlare da sola a sola. Allora insegnava, a chi ne avea di bisogno, il modo di stare composta quando assidevasi in mezzo alla compagnia, facea notare la sconvenienza di porsi vicino a certuni, ed indicava la maniera di regolarsi quando s'intratteneva col tale o col tale altro e come dovesse modificare il suo parlare e correggere i gesti e le risa sguaiate.

Con queste sue maniere, Margherita si era talmente imposta a tutte le ragazze de’ dintorni, che era una meraviglia il vedere quanta riverenza le portassero. D'estate, pel caldo soffocante si usa nelle famiglie una certa libertà di vestire, che non è certamente ispirata dall'austerità del Vangelo. Or bene, entrando Margherita nelle altrui case, le ragazze al solo udirne la voce, se non erano in istato da potersi presentare, scappavano a nascondersi, ovvero correvano a mettersi in un abbigliamento più decente, e ricomparivano solo quando fossero sicure di meritarsi una parola di lode dalla buona Margherita. Qualcuna però sorpresa talvolta senza aver tempo a fuggire, trovava il suo rifugio al fianco di lei, se altre persone erano pure sopraggiunte; e Margherita allora quasi per vezzo le metteva sulle spalle un lembo del proprio grembiale e curvandosi diceale all'orecchio: - Come puoi aver l'ardire di farti vedere così dal Signore?

Abbiam notato più sopra come Margherita ospitasse volentieri eziandio i merciaiuoli ambulanti. Nella sua carità essa aveva un fine speciale. Costoro più d'una volta recavano nelle loro ceste immagini indecenti, o libri poco morali da vendere sulle fiere. Margherita, accorgendosene, pregavali a voler donare a lei quei libri o quelle immagini, che talora di presente dava alle fiamme, oppure riponevali per consegnarli poi immancabilmente al cappellano di Morialdo. Soventi volte i negozianti stessi per compiacerla distruggevano sul fuoco quegli oggetti sotto i suoi occhi. Ella non sapeva leggere; eppure vegliava attentamente sui libri che giravano attorno, e argomentava della bontà o della malvagità loro dalle poche parole, che sapeva trarre destramente di bocca ai possessori. Essa poi in ricompensa non li trattava come forestieri, sibbene come amici: li facea sedere seco a mensa e loro poneva innanzi quanto avea riposto di meglio per la cena della propria famiglia. Nel congedarli poi non tralasciava mai di farsi promettere che non avrebbero più venduto stampe o figure, che potessero riuscirò nocevoli alle anime, promessa che facilmente otteneva da persone guadagnate dalla sua carità.

Accadde pi√π di una volta che le toccasse essere testimone di qualche grave scandalo, ed allora la sua energia e franchezza spiccava in modo meraviglioso. Una domenica, mentre andava alla S. Messa tenendo per mano Giuseppe e Giovanni, tra la folla ognora crescente precedevala un gruppo

di quindici o venti giovinastri. Fra costoro compariva capo brigata un uomo sui sessant'anni, già stato condannato per furto a varii anni di carcere. Costui parlava cogli altri ad alta voce di cose oscene, e gettando a dritta e a sinistra frizzi indecenti, dava noia alle persone che passavano. Margherita non potè tenersi e avvicinatasi lo chiamò per nome. - Che cosa volete? - rispose colui volgendosi indietro e arrestando il passo. E Margherita sottovoce: - Sareste voi contento che le vostre figliuole udissero i discorsi che voi fate in questo momento?

- Eh là! Che cosa volete farci! Si sa! bisogna stare allegri! Si parla per ridere! Non è più permesso ridere? Si reca danno a qualcuno ridendo? Bisognerebbe uscir dal mondo per non udire certi discorsi.

- Ma quelle cose che voi dite sono cattive o no? E se sono cattive, perchè le dite?

- Oh quanti scrupoli! Siete ben noiosa, sapete! Sono cose che si dicono da tutti, e non potrò dirle io?

- E fosse anche vero che si dicono da tutti, è forse men vero che sieno peccati? E se voi andrete all'inferno, che cosa vi gioverà che altri pure abbiano tenuti quei propositi che tenete voi? - A quest'apostrofe dell'imperterrita donna, il villanzone si mise a ridere sgangheratamente, ed i suoi compagni - che aveano pure fermato il passo, gli fecero eco. Margherita allora con voce commossa: - E voi alla vostra età, coi capelli bianchi, invece di dare buon esempio, siete a questo modo lo scandalo dei poveri giovani? Vergognatevi! - E traendosi dietro i figli, lasciò la via maestra per giungere alla chiesa per un sentiero in mezzo ai prati. Quando fu sola, la santa donna si fermò e disse ai figli: - Sapete quanto amore io vi porti; eppure, piuttosto che voi diveniate malvagi come quel lurido vecchione, non solo preferisco che il Signore vi faccia morire qui sull'istante, ma mi sentirei il coraggio di strangolarvi io stessa colle mie mani! - Parole troppo energiche, si dirà: ma chi ama l'innocenza e il candore dei propri figli, troverà in esse l'espressione di un sentimento profondo, l'importanza cioè di conservare la grazia di Dio.

Una sera, mentre Margherita era in casa, udì due giovinastri, che, fermatisi in mezzo all'aia, parlavano ad alta voce di cose sconvenienti. Ambedue erano conosciuti per la cattiva condotta e per l'insolenza dei loro modi. Margherita uscì fuori e incominciò a pregarli che volessero cessare da quei motti. I due sfacciati risero villanamente. Essa allora con tono risoluto loro intimò: - Qui non vi voglio assolutamente! - E i due mascalzoni, senza muoversi, intonarono una canzonaccia. - Siete in casa mia, ripetè Margherita; siete sul mio terreno; qui comando io; ritiratevi! - Ma quei provocatori, invece di partirsene, andarono dietro ad un pilastro del fienile e continuarono a vociare e a cantare frasi indegne. Margherita non si diede per vinta. Chiamato uno de’ suoi figli, gli ordinò di recarsi subito a chiamare qualcuno delle famiglie dei due insolenti. Venne la madre dell'uno e il fratello dell'altro: vi fu un po' di scena; ma finalmente furono costretti ad andarsene; e Margherita loro mai più permise di prendere parte alle veglie della sua stalla.

Un giorno una donna, che abitava poco distante dai Becchi, aveva accolto in casa un forestiero. Tutti quei dei dintorni ne mormoravano ad alta voce. Lo scandalo era certo. Margherita prese sopra di sè l'incarico di farlo cessare, e in sul far della sera andò a quella casa, mentre Giovanni la seguiva e si nascondeva poco lontano dietro di un albero. Battè all'uscio e chiamò: - Marta, Marta!

Dopo qualche istante Marta comparve sulla porta, cui però tenea semichiusa occupando il vano colla persona.

- Siete voi, Margherita?

- Sì, Marta! posso parlarvi un momento?

- Parlate pure! - E continuava a stare fra l'uscio e lo stipite.

- Vi prego; fate un passo pi√π avanti, che nessuno possa udirci. Se siete contenta, debbo dirvi cosa di grande importanza.

- Volentieri, parlate! - rispose Marta dopo un po' di esitazione; e, chiusa la porta, seguì Margherita fino all'angolo della casa. Margherita l'interrogò sottovoce: - Voi siete Marta?

- E sì.

- Voi siete la figlia del tale?

- Sì; precisamente.

- Voi la sorella del tale altro?

- Sì; dovete conoscermi.

- Voi siete cristiana?

- Quale domanda!

- Voi siete battezzata?

- Ma perchè una simile interrogazione?

- Voi siete quella che andate in chiesa e fate la Pasqua? Ma sì, ma sì. - E Margherita marcando le parole: - Voi? Voi? Voi? Capite ciò che voglio dire quando dico voi? Volete che io stessa condanni all'inferno voi, che finora siete stata la mia amica? - Marta, che aveva benissimo inteso il perchè di quelle interrogazioni, rispose balbettando: - Ma sapete bene la mia posizione, quanto sia miserabile; a nessuno deve far meraviglia, se io do alloggio....

- La vostra posizione si è di non andare all'inferno - l'interruppe Margherita.

- Ma io non so come fare!

- Mandate via quell'intruso.

- Ma è già notte e non è civiltà congedare la gente a questo modo.

- Via, via di casa, continuava Margherita. Se voi non sapete come fare, io lo so quel che fare si debba. - E avvicinatasi alla porta, alzando alquanto la voce in modo da essere intesa da chi era dentro: - Via, via di qua, servitore del diavolo; fuori di qua; via, via. - Intanto la gente, che avea visto Margherita avviarsi a quella volta, indovinandone il pensiero, aveala seguita facendo crocchio ad una certa distanza. Al mormorio della folla che si era avvicinata, alla voce di Margherita, quel galantuomo avrebbe desiderato essere lontano le mille miglia; e però, cercata un'uscita per sgattaiolarsela, si allontanò a precipizio e mai più comparve in quella regione.

Ancora un fatto. Da quelle parti abitava un uomo che teneva in casa una persona, della quale la fama era tutt'altro, che buona. Essendosi costui gravemente infermato, Margherita si presentò per fargli visita; e, avuta a sè quella persona, cercò colle maniere più amorevoli e prudenti di persuaderla ad uscire da quel luogo e ritornare alla sua abitazione, che era poco lontana; ma colei ostinata rispose che non si sarebbe mossa, e non ci fu verso di farle intendere ragione. Intanto l'infermo era venuto agli estremi e fu chiamato il viceparroco, certo D. Campora, il quale, per la lontananza di quella casa dalla parrocchia, vi si recò col SS. Viatico, per amministrare il Sacramento senza dover rifare la strada. Margherita, all'udire che si appressava il Santo Viatico, e angosciata per lo stato di quell'anima, che stava per presentarsi al tribunale di Dio, e per lo scandalo che avrebbe cagionato il non veder rimossa un'occasione prossima, ritornò alla casa dell'infermo. Come il sacerdote, che di nulla sospettava, ebbe deposto sul tavolino la sacra pisside, ella rispettosamente gli si avvicinò e trattolo a parte gli disse: - L'avverto che in questa casa vi è una persona, la cui presenza cagiona scandalo.

- E voi chi siete? interrogò il sacerdote.

- Mi perdoni; ch'io mi sia non importa saperlo. L'avviso perchè non mi sembra conveniente amministrare il Viatico, se prima quella persona non esce da questa casa. Io più volte ho cercato di trarla fuori di qui, ma disgraziatamente non ci sono riuscita.

- Siete sicura di quanto asserite?

- Chiami a sè quella persona, l'interroghi e dalle sue parole potrà argomentare se io dico la verità. - Il prete mandò subito a chiamare l'interessata, che si presentò con una franchezza sconveniente al luogo e a colui che aveala chiamata. Il sacerdote l'interrogò che cosa vi fosse di vero in quelle dicerie che si erano sparse nel paese sul conto suo. - Sono le male lingue, rispose la donna, che cercano sempre d'intromettersi nei fatti altrui: farebbero meglio a pensare a sè: io non vado a cercare ciò che altri fa o non fa; sono persona onorata ed ho i miei motivi per stare dove sono.

- Non è questo che vi si domanda: rispondete a tono; - e le mosse precisa e formale interrogazione. Colei prima negò, poi s’inviluppò nelle risposte, e il prete finì per intendere come Margherita avesse pienamente ragione. Allora invitolla ad uscire da quella casa. La briccona rispose villanamente di no. Il prete risoluto intimolle di obbedire immediatamente: - Come! Siete stata la rovina della sua anima in vita, e volete esserlo eziandio in punto di morte? Volete che per colpa vostra egli vada eternamente perduto? - A quel comando la disgraziata si trovò negli imbarazzi. La gente, che aveva accompagnato il Santissimo, non intendeva il dialogo fatto sotto voce, ma capiva benissimo di che si trattasse; d'altra parte il prete avea detto chiaramente che, se non era obbedito, sarebbe ritornato in parrocchia senza comunicare l'infermo: il che in quei tempi sarebbe stato lo stesso che trarre sopra alla colpevole l'avversione di tutto il paese. Quindi decise di ritirarsi e se ne andò subito a casa sua. Il sacerdote allora entrò nella camera dell'infermo, il quale confessato, comunicato e munito dell'Olio Santo, spirò da buon cristiano dando segni di vero pentimento. Era un'anima salvata da Margherita. Il viceparroco, prima di partire, volle sapere chi fosse colei, che aveagli dato un ammonimento così provvidenziale e che non avea voluto palesare il suo nome. Di ciò Margherita si ebbe lode da tutti i suoi conterranei, i quali d'altronde già sapeano come fosse sua regola costante di operare quella di cercare, in tutti i modi e con tutti i mezzi a lei possibili, la salute delle anime.

Vi fu in una certa circostanza chi osò esternare innanzi a lei qualche proposizione indegna di un cristiano. Vivono ancora alcuni testimoni, che videro Margherita levarsi da sedere, quasi poggiare sulla punta dei piedi, e, colla sinistra sul petto e la destra tesa, prendere un aspetto così tremendo e dagli occhi sprigionare tale espressione di sdegno, da annichilire in certo modo quello sciagurato. Tale doveva essere l'aspetto dell'Arcangelo Michele quando intimava al principe delle tenebre: imperet tibi Dominus.

Il nostro caro Giovanni, testimonio di questi fatti, li raccontava un giorno nella sua già tarda età a chi verga queste pagine, dichiarando che alla scuola di sua madre egli imparò ad avere stima altissima e vivissimo amore per la virtù della purità, e, custodendola gelosamente, a fare ogni sforzo perchè anche gli altri la praticassero.

Da ciò possiamo argomentare quanto fosse bella l'anima di mamma Margherita. La sua nobile figura ci ricorda le parole dell'Ecclesiastico: “Grazia sopra grazia, ella è una donna santa e vereconda. Non v'ha cosa di tanto valore, che possa eguagliarsi a quest'anima casta. Quello che il sole nascente dall'altissima abitazione di Dio è pel mondo, lo è la donna virtuosa per l'ornamento di sua casa. Lucerna, che splende sul candelabro santo nel santuario, è l'avvenenza del volto in ferma età (che dà splendore di virtù alle persone domestiche ed amiche)”.

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