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Belli e impossibili

Il regalo più gradito? Un intervento di chirurgia estetica. Fra i giovani dilaga la bellomania. Da Nord a Sud, alla faccia ‚Äì è il caso di dirlo ‚Äì di ogni regionalismo. Seguono i nuovi maestri: divi e pop star. Ma cresce anche l'insoddisfazione e la frustrazione, perché il bello da raggiungere, talvolta, è impossibile.


Belli e impossibili

da Attualità

del 21 maggio 2006

Dei botox-babies si è cominciato a parlare nel 2004, quando l’American Society of Plastic Surgeons diffuse il bilancio 2003 delle operazioni di chirurgia estetica cui si erano sottoposti ben 335 mila ragazzi di età inferiore ai 18 anni. Negli Stati Uniti, in particolare, furono eseguite sui minori 5.600 iniezioni di tossina botulinica, con un incremento del 950 per cento rispetto al 2002. Da qui il nome - botox-babies, appunto - dato all’esercito di teen-ager ossessionati da rughe e difetti estetici, vittime del terrore di invecchiare. Inutile dire che il fenomeno è in crescita, anche in Europa.

Nel novembre 2004 l’European academy of dermatology and venereology lanciò, in occasione del suo XIII congresso, un vero e proprio allarme per la continua e crescente domanda da parte di giovanissimi ad accedere a trattamenti nati e utilizzati per adulti: iniezioni di botulino (che dovrebbe essere indicato solo per i rari casi di sudorazione eccessiva) e collagene, peeling chimici e dermoabrasioni le operazioni più richieste per combattere l’invecchiamento ed eliminare anche le più piccole imperfezioni. I dati snocciolati in quell’occasione parlavano di 6 mila minorenni, in Italia, che avevano richiesto questi trattamenti (60 mila in Europa). E sempre in quella sede si parlò di vere e proprie nevrosi “di ragazzi con delle fragilità psicologiche”, che difficilmente si lasciano convincere che i loro problemi sono falsi e che rischiano di ammalarsi di “dismorfofobia”, un disturbo che impedisce di vedersi come realmente si è.

Ma come è possibile che ragazzi di 15-16 anni abbiano paura di invecchiare quando ancora devono diventare adulti? Eppure soffrono (un modello di 19 anni si è suicidato perché non riusciva a convivere con il suo naso) e farebbero di tutto per risolvere i loro problemi “falsi” ma spesso fonte di disperazione. Così, se appartengono a famiglie più o meno ricche, stressano mamma e papà finché non riescono ad ottenere una visita dal dermatologo. E se ufficialmente medici ed esperti nel campo sottolineano quanto siano “inappropriate tali procedure per i teenagers”, nella realtà, tra le pareti dei propri studi, non pochi trovano difficile sottrarsi alla tentazione di iniettare botulino in facce poco più che adolescenti per iniettare, a loro volta, tanti soldi nelle proprie tasche.

Secondo lo psicologo David Spellman, i giovanissimi sono oggi bombardati da immagini pubblicitarie modificate attraverso il computer, per cui starebbero sviluppando opinioni errate per quanto riguarda l'apparenza fisica. “Non c'è una singola immagine non ritoccata – sostiene - I giovani sono considerati consumatori e c'è chi fa un sacco di soldi indirizzando verso di loro i prodotti cosmetici”. A cascare in questa trappola perversa, però, sono stati prima gli adulti. Ed è da loro che arrivano gli esempi meno edificanti, a dimostrazione che ormai l’immagine impera. Tanto per fare un esempio nostrano, in un piccolo comune della Lunigiana (tra Liguria ed Emilia Romagna), gli amministratori hanno votato e approvato una delibera che stanzia 3 mila euro del bilancio per ringiovanire, ritoccare e abbellire chi fa parte del Consiglio comunale. 'Spese di rappresentanza', le chiamano... Il tono con cui ne parlano è scherzoso, ma i soldi sono stati stanziati veramente, con tanto di lista d’attesa per spenderli.

Che dire poi di “Bisturi”, la trasmissione televisiva italiana che nel 2004 mostrava in diretta operazioni di chirurgia estetica? Grande il clamore e l’indignazione suscitati, tanto che alcune aziende per protesta ritirarono i loro prodotti dagli spot previsti durante il programma, raccogliendo l'appello lanciato dal Moige (il Movimento italiano genitori) contro i contenuti della trasmissione di Italia Uno. Tante polemiche, ma un altro danno... all’immagine (se così possiamo dire) è stato fatto, vittime soprattutto i telespettatori ancora in crescita che hanno ulteriormente rafforzato la propria convinzione che raggiungere la perfezione fisica è possibile, anzi, “doveroso” nei propri confronti.

Patrizia Spagnolo

http://www.dimensioni.org

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