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Angeli che ci aprono gli occhi (Gv 1, 47-51) SERIE: D'amore si muore, di speranz...

Molti di noi hanno fatto l'asilo presso delle suore. La presenza di asili legati alla vita parrocchiale era molto diffusa alcuni decenni fa. E in quasi tutti questi asili c'è un quadro, che ho rivisto anche in questi giorni, che rappresenta un bambino che sta camminando su una passerella pericolante, sconnessa, che scavalca un fiume o un burrone e dietro il bambino c'è un personaggio con le ali, un angelo, noi lo raffiguriamo sempre così, che custodisce il bambino, non gli permette di cadere, lo sostiene nel suo cammino.


Angeli che ci aprono gli occhi (Gv 1, 47-51) SERIE: D'amore si muore, di speranza si vive

da L'autore

del 10 gennaio 2007

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Molti di noi hanno fatto l’asilo presso delle suore. La presenza di asili legati alla vita parrocchiale era molto diffusa alcuni decenni fa. E in quasi tutti questi asili c’è un quadro, che ho rivisto anche in questi giorni, che rappresenta un bambino che sta camminando su una passerella pericolante, sconnessa, che scavalca un fiume o un burrone e dietro il bambino c’è un personaggio con le ali, un angelo, noi lo raffiguriamo sempre così, che custodisce il bambino, non gli permette di cadere, lo sostiene nel suo cammino.

Personaggi di questo tipo sono molto diffusi nella bibbia. Ne parla Gesù, sono attori di momenti decisivi, come l’angelo Gabriele che porta alla Madonna la notizia della sua prossima maternità divina. Un angelo si accosta alla paura e alla desolazione di Gesù nell’orto degli ulivi, un angelo annuncia la sua risurrezione. Conosciamo dalla Bibbia Raffaele, Michele, Gabriele: ciascuno con un suo mandato ben preciso da eseguire sulla terra. I vari pittori delle migliori opere d’arte si sono sbizzarriti a dipingere questi personaggi in moltissime tele.

Chi sono gli angeli? La parola stessa ne dà un significato ben preciso: sono portatori di notizie, di annuncio, sono quindi intermediari tra Dio e gli uomini nella nostra storia di salvezza, sono legati strettamente a Dio e ne realizzano i progetti, coinvolgono gli uomini in questa avventura del Regno di Dio.

Poi la filosofia si sbizzarrisce a vedere che tipo di creature sono: non sono forse visioni solo, non possono essere stati usati da scrittori di cronache per semplificare la comprensione di alcuni fatti inspiegabili? Si possono fare tutte le congetture. Noi come Gesù, crediamo a questa loro presenza e soprattutto vogliamo vedere in loro la vicinanza di Dio alla nostra vita, la sua compagnia quotidiana, personalizzata, i messaggeri della sua parola, coloro che ci aiutano a prendere posizione per Gesù.. Se c’è un principio del male, che sta sotto Dio, ma che nuoce non poco agli uomini, è giusto che ci siano delle creature di Dio, come lo sono gli angeli, che invece lavorano nella vita dell’uomo per aiutarlo a convertirsi sempre di più a lui., per proteggerne il cammino.

Sono anch’essi speranza per una vita buona bella e felice.

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