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A chi dedichi questa vittoria ai Mondiali di Calcio?

“E tu Rino a chi dedichi questa vittoria ai Mondiali di Calcio?” “Alla mia famiglia...”. Era commovente ed impressionante sentire gli azzurri a fine partita: non si erano messi d'accordo, veniva fuori così, dalla pienezza del cuore...


A chi dedichi questa vittoria ai Mondiali di Calcio?

da Teologo Borèl

del 23 luglio 2006

“E tu Rino a chi dedichi questa vittoria ai Mondiali di Calcio?” “Alla mia famiglia...”

“E tu Luca a chi dedichi questa vittoria?”. “Alla mia famiglia...”

Era commovente ed impressionante sentire gli azzurri a fine partita: non si erano messi d’accordo, veniva fuori così, dalla pienezza del cuore. Anche Papa Benedetto XVI, nel messaggio della veglia della settimana di Valencia, il Quinto Incontro mondiale delle famiglie svoltosi in Spagna dall’1 al 9 luglio scorsi, lo ha rimarcato con affettuoso compiacimento: l’Italia ha ancora la famiglia al centro dei pensieri, degli affetti, delle cure e delle sollecitudini. Tra i saluti in varie lingue ecco cosa ha detto il Papa agli Italiani: «In ogni parte del mondo gli Italiani sono stati sempre stimati per il loro forte legame alla famiglia e ai suoi valori. Auspico che questo patrimonio spirituale, morale e sociale possa essere difeso anche di fronte alle sfide dell’epoca attuale». Segno di una tradizione cristiana che, pure offuscata, resiste agli attacchi della subcultura laicista che ha intaccato l’Europa.

Ma quanto potrà resistere? Con malcelato compiacimento, la “crisi della famiglia” (“conseguenza della crisi antropologica in cui ci troviamo”, come ha sottolineato Julian Carron nel suo intervento), diventa pretesto per colpi d’ariete che la mettano nel ciarpame delle vecchie cose di pessimo gusto.

Il 15 ottobre del 2000 si celebrava in Piazza San Pietro il Giubileo delle famiglie. Già dal primo mattino minacciosi nuvoloni neri si rincorrevano sopra il colonnato del Bernini. Pochi minuti dopo l’inizio della Santa Messa celebrata da Giovanni Paolo II, ecco scatenarsi il finimondo: una pioggia torrenziale, una specie di tempesta tropicale flagellava impietosamente le decine di migliaia di famiglie radunate sulla grande Piazza. E così per tre ore, costringendo anche il Santo Padre ad affrettare e a semplificare molti dei gesti e dei momenti previsti. Era una metafora evidente della situazione della famiglia nel mondo: crocifissa, indebolita, non sostenuta dalle legislazioni ma anzi osteggiata anche sul piano economico, costretta a subire indebiti accostamenti con convivenze e PACS, e poi inquinata da divorzi, aborti, fecondazioni artificiali, attacchi alla figura paterna...

Per questo non è possibile che le famiglie affrontino da sole le prove di questo durissimo momento storico: lo ha chiesto il Papa nel suo discorso a Valencia: “Le sfide della società attuale, segnata dalla dispersione che si genera soprattutto nell’ambito urbano, richiedono la garanzia che le famiglie non siano sole. Un piccolo nucleo familiare può trovare ostacoli difficili da superare se si sente isolato dal resto dei suoi familiari e amici. Perciò, la comunità ecclesiale ha la responsabilità di offrire sostegno, stimolo e alimento spirituale che fortifichi la coesione familiare, soprattutto nelle prove o nei momenti critici. In questo senso, è molto importante il ruolo delle parrocchie, così come delle diverse associazioni ecclesiali, chiamate a collaborare come strutture di appoggio e mano vicina della Chiesa per la crescita della famiglia nella fede”.

Qui i Movimenti, le nuove Comunità possono sostenere un compito molto importante, contribuendo a costruire una trama di rapporti veri, che aiuti la famiglia singola ad essere meno isolata, meno preda della mentalità comune, del secolarismo e del relativismo. Le migliaia di famiglie che stanno vivendo anche quest’estate vacanze comunitarie di Movimenti, Associazioni e Parrocchie, dalla Val d’Aosta alle Dolomiti, dal Gargano alla Sicilia ne sono un esempio.

In questo modo la famiglia potrà anche riprendere il proprio compito educativo (era il cuore della settimana di Valencia: “La trasmissione della fede nella famiglia”) perché è nella famiglia che avviene la prima introduzione alla realtà, quella decisiva. In questo senso è letteralmente vero quanto più volte affermato da Giovanni Paolo II: “Il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia”.

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